Nad Sylvan – Recensione: The Bride Said No

La figura femminile ha a quanto pare un ruolo centrale negli album solisti di Nad Sylvan, cantante versatile e noto nel mondo del progressive rock soprattutto per la sua collaborazione con Steve Hackett. Dalla persoinicazione della morte in Courting The Widow” (la recensione) alla sposa di “The Bride Said No” il passo è breve e, soprattutto, lo stile dei due albumm solisti è rimasto praticamente inalterato. Anche questa volta siamo infatti di fronte a una serie di pezzi all’insegna del rock progressivo più evocativo e delicato, con lunghe parti strumentali a fare da contraltare a momenti vocali che non prendono mai il sopravvento e vanno dalle sfumature vagamente baroccheggianti di “The White Crown” a quelle più moderne di “Crime Of Passion” passando per i riff incastonati in una melodia dal carattere sinfonico e piena di cori come quella di “When The Music Dies“. Permane il generale senso di pace e serenità che si percepiva già dal primo lavoro solista, mentre la differenza rispetto a “Courting The Widow” è che questo lavoro sembra più maturo e dimostra una maggiore sicurezza di Sylvan per quanto riguarda il suo stile e le proprie capacità. Non bisogna dimenticare poi la presenza di una vera e propria parata di ospiti di rilievo, come Roine Stolt, Steve Hackett, Guthrie Govan, Tony Levin, Jonas Reingold, Nick D’Virgilio e Doane Perry, un ulteriore arricchimento per un lavoro delicato e suggestivo, buona ripresa da parte di Sylvan di una carriera solista più che promettente.

Etichetta: Inside Out Music.

Anno: 2017

Tracklist: 01. Bridesmaids

02. The Quartermaster

03. When The Music Dies

04. The White Crown

05. What Have You Done

06. Crime Of Passion

07. A French Kiss In An Italian Café

08. The Bride Said No
Sito Web: https://www.facebook.com/nad.sylvan?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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