Nachtmystium – Recensione: Resilient (Ep)

Nel linguaggio della psicologia, la resilienza è la capacità di trarre spunti positivi e di uscire rafforzati dopo aver subito eventi dannosi. Un titolo piuttosto significativo quello del nuovo Ep dei Nachtmystium, che ritornano a sorpresa dopo l’annunciato scioglimento all’indomani di “The World We Left Behind” (2014). Probabilmente ricorderete gli spiacevoli episodi che alcuni anni fa interessarono il leader (vocalist e chitarrista) Blake Judd, che non solo fu arrestato per furto e ammise la propria tossicodipendenza, ma risultò colpevole di aver ideato una truffa ai danni dei fans che non si videro recapitare le copie dell’album preordinate presso la band, causando così una inevitabile crisi all’interno del gruppo e una totale perdita di credibilità.

Dopo essersi dichiarato pulito e lontano dai guai, il musicista americano ha dato nuova linfa alla band, che oggi torna con del materiale inedito, un Ep, questo “Resilient”, che comprende tre canzoni e una intro. I Nachtmystium si ricostituiscono con la collaborazione del multistrumentista tedesco Martin Van Valkenstijn e del batterista Nolan Jenkins e riprendono il discorso esattamente dal punto in cui si era interrotto, forti anche del nuovo contratto discografico con Prophecy Productions.

Ad esclusione di “Conversion”, intro ambient con alcuni inquietanti effetti sonori, le tre nuove canzoni esplorano i lidi di quel particolare black metal atmosferico e dai tratti psichedelici amato da Blake Judd e ben noto ai fan della band. Al di là degli atti compiuti dal musicista in passato, i Nachtmystium sono da sempre una della band più interessanti di questa nicchia musicale, un’impressione pienamente confermata dall’ascolto del mini-album. Due brani speculari “Resilient” e “Silver Lanterns” (il primo un mid tempo che velocizza e il secondo un pezzo tipicamente black che invece trova pace nella seconda parte), rappresentano il corpo centrale dell’album, costellati da soluzioni shoegaze, parti di cantato pulito e soprattutto una melodia malinconica ed elegante, che si incastona perfettamente in questo sound ricorsivo,  ritualistico e ipnotico di cui i Nachtmystium sono stati a lungo portabandiera.

La conclusiva “Desert Illumination” è l’episodio più umorale, un crocevia di suoni che contempla un ampio uso dei synth e riferimenti al rock psichedelico. Blake Judd e i Nachtmystium mettono sul piatto numerose idee, tutte buone. Speriamo che il nostro uomo rimanga sulla retta via e continui a regalarci lavori di alto livello. In bocca al lupo.

Voto recensore
7
Etichetta: Prophecy Productions

Anno: 2018

Tracklist: 01. Conversion 02. Resilient 03. Silver Lanterns 04. Desert Illumination
Sito Web: https://www.facebook.com/Nachtmystium.Official/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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