Myriad Lights – Recensione: Kingdom Of Sand

I Myriad Lights cambiano strada. Dopo un album d’esordio decisamente incentrato sull’heavy metal classico ed ottantiano, la band milanese si getta a capofitto sul power metal made in Italy. Sarà l’ingresso in formazione del tastierista Emanuele Salsa, sarà la breve militanza negli Highlord del chitarrista Francesco Lombardo, ma lo stile vira decisamente verso gli Highlord (appunto), Shadows Of Steel e Labyrinth. “Kingdom Of Sands” si assesta sui buoni livelli del precedente “Mark Of Vengeance”, anche se il gruppo non ha ancora trovato la perfetta quadratura del cerchio. E non potrebbe essere altrimenti, vista l’ancora giovane età dei componenti.

Il titolo del platter è chiarificatore sulle atmosfere che ci accompagneranno nell’ascolto delle song. Le tastiere donano quel tocco di orientaleggiante, anche se non siamo ai livelli marcati di Myrath, e Orphaned Land, come si evince dalla title track che apre le danze. “Abyssal March” ci ha ricordato il power metal neoclassico dei bei tempi che furono, per l’insistito di keys ed il refrain in doppiacassa, mentre non ci ha convinto l’approccio melodico a “The Deep”. In alcuni frangenti dell’album, infatti, sembra che il vocalist Andrea Di Stefano voglia mettere il piede in due scarpe, miscelando cori dal sapore classicheggiante a passaggi più vicini al melodic metal, ma senza trovare la chiave giusta. E’ questo probailmente il più grosso limite del nuovo corso dei Myriad Lights, che, invece convincono maggiormente nella cavalcata “Mirror”, più vicina agli esordi.

Kingdmon Of Sands” è un disco piacevole e ben costruito, che ci mostra una realtà tricolore in forma e desiderosa di ritragliarsi uno spazio nell’affollato panorama power. I big del genere sono ancora lontani, ma la carta d’identità è l’arma in più dei musicisti dei Myriad Lights, che hanno tutte le possibilità di crescere in maniera esponenziale.

MyriadLights-KingdomOfSand

Voto recensore
7
Etichetta: Punishment 18

Anno: 2016


Sito Web: www.myriadlights.it/

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