Myles Kennedy – Recensione: Year Of The Tiger

Una lunga gestazione ha contraddistinto la nascita di questo “Year Of The Tiger”, album solista di debutto di Myles Kennedy, il noto frontman degli Alter Bridge e cantante di Slash nel suo progetto assieme ai Conspirators. In questo lavoro Kennedy si spoglia di tutti gli orpelli elettrici e lascia che a parlare sia la chitarra acustica e la sua inconfondibile e potente voce in queste dodici composizioni che ci accompagnano in un concept dove racconta la dolorosa perdita del padre avvenuta quando lui era molto giovane e che lo ha segnato profondamente.

La title track, scelta anche come primo singolo ha il compito di aprire questo album e avvertiamo subito la grande abilità di Kennedy di suscitare forti emozioni in un brano dalla grande urgenza, carico di tensione e di pathos che sfocia in un ritornello quasi incalzante ed ossessivo, sulla stessa linea anche la successiva “The Great Beyond” dove Kennedy mostra il lato più aggressivo e sfoga la sua rabbia toccando i registri più alti della sua voce. Con la bluesy “Blind Faith” si denuncia la scelta del padre di non volersi sottoporre alle cure proprio in virtù di una fede cieca, mentre in pezzi come “Mother” e “Turning Stones” si immedesima nei panni della madre che ha dovuto crescere lui e il fratello da sola ed affrontare a muso duro le difficoltà che la vita le ha posto davanti.

Molto coinvolgente anche la ritmata “Devil On The Wall” e la folk-oriented “Ghost Of Shangri La” che colpisce subito per la sua immediata semplicità e bellezza. Kennedy è indubbiamente un cantante molto versatile e ci dimostra le sue abilità vocali anche nei registri più bassi e lo fa in modo eccelso  in “Haunted By Design”, mentre in “Love Can Only Heal” emerge tutta la sua fragilità  raggiungendo uno dei picchi d’intensità più alti dell’album. In conclusione due pezzi dal mood più positivo come “Songbird” e “One Fine Day” rappresentano la luce in fondo al tunnel ed infondono quel senso di speranza di cui avevamo bisogno. Questo “Year Of The Tiger” nel suo insieme è un disco molto vario ed ogni traccia nella sua diversità riesce a catturare subito l’attenzione dell’ascoltatore, merito anche di Kennedy che fa pesare la sua notevole esperienza ed indubbiamente esce vincitore da questa prova solista.

Voto recensore
8
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Year Of The Tiger 02. The Great Beyond 03. Blind Faith 04. Devil On The Wall 05. Ghost Of Shangri La 06. Turning Stones 07. Haunted by Design 08. Mother 09. Nothing But A Name 10. Love Can Only Heal 11. Songbird 12. One Fine Day
Sito Web: https://myleskennedy.com/

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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