My Silent Wake – Recensione: There Was Death

La nostrana Minotauro Records licenzia “There Was Death”, nuovo album in studio degli inglesi My Silent Wake, una band parecchio produttiva arrivata alla decima fatica sulla lunga distanza in tredici anni di attività,  insieme a numerosi Ep e singoli che periodicamente si alternano ai full length.

Ciò che il six piece propone è un gothic/doom metal puntellato di death e leggere soluzioni progressive, in buona parte debitore ai padri degli anni’90, in primis My Dying Bride, ma anche Paradise Lost del periodo mediano, Novembers Doom e Draconian. Pur essendo evidenti alcune somiglianze, i My Silent Wake hanno assimilato molto bene la lezione e sono stati in grado di personalizzare il sound con alcuni elementi distintivi.

“There Was Death” offre sessantatre minuti di gothic/doom crepuscolare e romantico, molto conta il suonato e in modo particolare l’estro del vocalist e multistrumentista Ian Arkley, ideatore e responsabile del progetto. “A Dying Man’s Wish” ci porta immediatamente sui lidi di un sound oscuro e avvolgente, fatto di chitarre compresse che incontrano ritmi lenti mentre un growl potente declama con intensità dei testi inerenti ai mali interiori dell’animo umano.

Tutto nella norma è vero, ma eseguito con un ottimo gusto estetico e una gran cura dei particolari, soprattutto nella prima parte dell’album in cui si distinguono ancora pezzi come “Damnatio Memoriae”, abbellita dai passaggi di organo e ancora la suite “Ghosts Of Parlous Lives”, episodio con velleità progressive nei dialoghi tra chitarre e tastiere, con il piacevole intervento della voce femminile.

Un ascolto dove a vincere è senza dubbio l’impatto emotivo, diviso in due parti dalla breve traccia acustica “Mourning The Loss Of The Living”, che ci introduce in un secondo capitolo se vogliamo più semplice all’ascolto ma altrettanto ricco di introspezione. La titletrack e “Walls Within Walls” possiedono ritmi ricorsivi e atmosfere epiche rafforzate dai cori, mentre “No End To Sorrow” è una ballad romantica dall’incipit acustico con voce pulita, che evolve poi in un brano granitico e incisivo.

“An End To Suffering” chiude contemplando strumenti atipici ma funzionali come la fisarmonica e il sitar; si tratta di un episodio lento e ritualistico nella sua ripetitività, scandito dalla voce ancora pulita e profonda del bravo Ian. Ottimi continuatori e con un tocco caratteristico, i My Silent Wake propongono un platter drammatico e teatrale che ci riporta alla metà degli anni ’90.

Voto recensore
7
Etichetta: Minotauro Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. A Dying Man’s Wish 02. Damnatio Memoriae 03. Killing Flaw 04. Ghosts Of Parlous Lives 05. Mourning The Loss Of The Living 06. There Was Death 07. Walls Within Walls 08. No End To Sorrow 09. An End To Suffering
Sito Web: http://www.mysilentwake.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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