Theatre Of Tragedy – Recensione: Musique

Un disco che è un colpo di coda: i Theatre Of Tragedy cambiano pelle in maniera netta, e provano a riguadagnarsi il posto di leader che, all’esordio, nessuno pensava di poter negare loro. Cambia allora la forma musicale, si allaccia con l’elettronica più "ingenua" e ne apprende i segreti per creare atmosfere meccaniche, contrastando però i freddi macchinari con una Liv Kristine diretta come mai, e decisamente emozionale. Non è un mero revival di suoni provenienti dagli anni ’80, ma piuttosto un mezzo per descrivere il necessario stupore dell’uomo davanti ad un’epoca disumanizzata, al di fuori di ogni dubbio. Le chitarre continuano a graffiare in un pezzo come ‘City Of Light’, ma l’essenza dei Theatre Of Tragedy attuali sta nei ritornelli super-catchy di ‘Image’ o ‘Machine’, o nella malinconia naif di ‘Radio’, pezzi in cui l’andamento e le forme del passato musicale del gruppo sono scomparse del tutto. Sicuramente da sottolineare la profondità del disco, che non si arrocca sui ritornelli e sulle espressioni melodiche più scontate, ma si lascia scoprire di ascolto in ascolto, non stancando a dispetto della grande immediatezza

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist: Machine / City Of Light / Fragment / Musique / Commute / Radio / Image / Crash-Concrete / Retrospect / Reverie / Space Age

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