Motorfingers – Recensione: Goldfish Motel

Fanno il loro ritorno sulle scene i Motorfingers, band italiana che dopo il debut album del 2012 intitolato “Black Mirror“, si presentano al pubblico con questo “Goldfish Motel” per logic(il)logic Records. Ne è passata di acqua sotto i ponti per il gruppo originario di Modena che ha accolto tra le proprie fila il cantante Abba e il bassista Faust, in un avvicendamento che ha prodotto non pochi vantaggi. Ma non affrettiamo le cose e lasciamo che il nuovo full-lenght si mostri in tutta la sua bellezza.

Si parte subito forte con “Walk On Your Face”, brano dotato di grande groove, supportato da un’ottima sezione ritmica, che sfocia in un ritornello immediato, forte e deciso. Ci manteniamo su ritmi sostenuti anche con i successivi “Behind This Fire” e “Obscence”, brani che mettono in mostra una produzione decisamente professionale, in grado di valorizzare ogni singolo strumento e l’attento lavoro in fase di scrittura. Questo è sicuramente l’aspetto che maggiormente colpisce ascoltando “Goldfish Motel”, la grande maturazione dei Motorfingers, che oggi si presentano con un sound in costante bilico tra l’Hard Rock Blues dei seventies e la nuova tendenza a stelle e strisce, con suoni grossi e potenti.

Con “Day Of Dawn” si chiude un quartetto di brani dall’attitudine aggressiva e diretta, brani immediati, festaioli, da ballare al prossimo concerto della band. “XXXIII”, invece, è una ballad dal sapore blueseggiante, e spezza il disco in due con le sue atmosfere sognanti e introspettive. Solo un attimo di pace prima della terremotante “Burning Down”, brano in cui la voce di Abba dimostra tutta la sua versatilità, con un timbro ora caldo, ora graffiante, ora potente, mantenendo sempre invariata una grande espressività. Un caleidoscopio di colori che diventano caldi e cupi sulle note acustiche di “Nothing But A Man”, sentita ballad acustica in cui fa capolinea anche il violino di Lucio Stefani.

Il fragore di un tuono apre il trittico finale, sicuramente i brani più potenti del disco che risollevano le sorti del disco. Si parte con l’energica e metallica “Pull The Tail”, per proseguire con l’highlight “Disaster”, il vero pezzo forte della band con la sua adrenalinica progressione che sfocia in un ritornello che farà sfracelli dal vivo. Chiude il disco magnificamente “Tonight”, giocato con una melodia vincente che trasforma un brano dalla struttura canonica in una hit radiofonica.

Giunti alla fine dell’ascolto di “Goldfish Motel” il cuore batte forte nelle orecchie ed è difficile cancellare la quantità di ritornelli che entreranno nella vostra testa per uscire solo col tempo. Nella parte iniziale il disco risente di alcune idee poco ispirate, che vanno a inficiare il valore assoluto del disco che solo nel finale si risolleva alla grande. Non possiamo che aspettare fiduciosi il prossimo passo dei Motorfingers, certi del loro grande valore e di una maturazione che li porterà lontano.

Motorfingers Goldfish Motel Cover Album 2016

Voto recensore
7,5
Etichetta: logic(il)logic Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Walk On Your Face 02. Behind This Fire 03. Obscene 04. Day Of Dawn 05. XXXIII 06. Burning Down 07. Nothing But A Man 08. Pull The Tail 09. Disaster 10. Tonight 11. Eat Your Gun
Sito Web: http://www.motorfingers.com/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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