Edward Box – Recensione: Motion Control

Quando in passato ci eravamo occupati del chitarrista emergente Edward Box, avevamo messo l’accento su una generale mancanza di originalità nella stesura dei suoi brani, il cui giudizio negativo veniva però stemperato da una non eccessiva durata dei suoi lavori. Cosa fare quindi nel momento in cui la Lion Music decide di ristampare i primi due album solisti dello shredder britannico, fondendoli insieme in un unico album? Soffocare uno sbadiglio e utilizzare “Motion Control” come sottofondo mentre si è impegnati in altro possono essere due buone risposte.

Purtroppo, il tempo non ha reso particolare giustizia a “Plectrumhead”, uscito nel 2002, e a “Moonfludge”, datato 2006, che rimangono due album perfetti per quanto riguarda la produzione e l’esecuzione, ma carenti a livello compositivo. Edward Box, nel corso di questi anni, ha cercato di esplorare diversi percorsi musicali, spostandosi dal rock all’heavy metal, probabilmente alla ricerca di quello a lui più congeniale, senza però, almeno apparentemente, avere trovato la via giusta. Forse i brani acustici, come ad esempio “Hourglass”, che già nel 2006 era il pezzo migliore dell’album, hanno una piccola marcia in più rispetto a quelli più veloci; per il resto, si riconferma la necessità per Edward Box, più che di emozionare con le sue scale vertiginose e i suoi riff sperimentali, di stupire con i suoi esercizi di stile. Pazienza.

Voto recensore
6
Etichetta: Lion Music

Anno: 2013

Tracklist:

01. Plectrumhead
02. Closer
03. Blue Skies Above
04. Stratosphere
05. 130R
06. Frequencies
07. Reflections
08. Five Knuckle Shuffle
09. Assegai
10. So Glad
11. Requiem
12. Bone Cutter
13. Jack In The Box
14. Welcome To The Grindhouse
15. Axis Of Evil
16. Hour Glass
17. Trailblazer
18. Downstream
19. Pasadena
20. Reverse The Polarity
21. Big Screen Love Theme


Sito Web: http://www.edwardbox.com/

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