Mother Nature – Recensione: Double Deal

Formati a Taranto nel 1993, dopo alcuni demo, un cd (“Skin”, del 1999) e un temporaneo scioglimento, i Mother Nature tornano con questo nuovo lavoro per l’etichetta veronese Andromeda Relix. Il genere proposto è da sempre un hard rock che partendo dalle origini settantiane, riesce ad aggiornarsi, guardando anche ad un suono più attuale, ma sempre coniugato con buone dosi di blues e soul, come dimostrato dal sapore zeppeliniano dell’opening “Spit my Soul”, seguita dalla tirata “Magnet Girl”, che si caratterizza anche da un ottimo assolo del chitarrista Luca Nappo, una sorta di Jimmy Page reinterpretato da Nuno Bettencurt.
Bello il contrasto in “Everything Will Follow” fra un riff roccioso ed una linea vocale più soffusa, ben interpretata dall’eccellente Vladimiro Rizzi, che spicca anche nella swingata title track. Chitarre slide introducono l’hard blues trascinante di “New Way”, mentre la successiva “Does It Suit You” è sorretta da una sensuale ritmica ad opera di Francesco Candelli al basso e Francesco Amati alla batteria. Chiude l’album l’hard funk di “Boy, We Gotta Handle This”, con tanto di inserti di fiati e armonica a bocca.
In conclusione un ottimo ritorno, che riesce a sintetizzare almeno 30 anni di hard rock, con influenze ed atmosfere varie, fra Aerosmith, Led Zeppelin, Queen, Cult, Extreme e molti altri, mirabilmente riassunti con caldo un marchio di fabbrica personale che riesce a dare continuità stilistica a quella che è senz’altro una delle uscite discografiche made in Italy del 2017 degne di nota.

Voto recensore
7
Etichetta: Andromeda Relix

Anno: 2017

Tracklist: 01. Spit My Soul

02. Magnet Girl

03. Haze

04. Pearl

05. Everything Will Follow

06. Ask Yourself

07. Double Deal

08. New Way

09. Does It Suit You?

10. Boy, We Gotta Handle This
Sito Web: https://www.facebook.com/MotherNature93/

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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