Morse/Portnoy/George – Recensione: Cov3r To Cov3r

Neal Morse è un artista decisamente prolifico, per non parlare del suo compagno di avventure Mike Portnoy, quindi non ci sorprende questo progetto, certamente meno impegnativo di altri per loro, in cui, insieme all’altro pard Randy George al basso, hanno deciso di omaggiare alcuni loro idoli musicali, soprattutto legati al mondo rock/pop degli anni sessanta e settanta. Nasce così “Cover To Cover” nel 2006, seguito poi da “Cover 2 Cover” ed ora da questo freschissimo “Cov3r To Cov3r”.

I dischi composti da cover di canzoni di altri artisti, per le rock band spesso rappresentano un facile modo di “tirare su” un album velocemente, e nascondere magari qualche piccola crisi creativa, oppure adempiere a vincoli contrattuali stringenti con la casa discografica di turno. In questo caso, si percepisce chiaramente che l’intento di Morse e dei suoi ragazzi sia quello di suonare e divertirsi, provando anche ad intrattenere l’ascoltatore. Questo ovviamente è il limite di questo progetto, da cui non ci si può aspettare “spessore” o messaggi rilevanti, ma semplicemente una manciata di belle composizioni eseguite in modo brillante ed appassionato.

L’altra idea peculiare è la scelta di pezzi non super famosi, ma spesso si di grandi artisti, ma senza andare a pescare (quasi mai) tra i loro successi più scontati. Nel terzo capito si parte in sordina con gli Yes, per poi planare su una accorata e intensa “Hymm 43” dei Jethro Tull e planare poi sulla Bowiana “Life On Mars”, forse banale ma sempre magica e dove la voce di Neal Morse fa favile. Non tutti conosceranno Gerry Rafferty, ma il memorabile sax di “Baker Street” vi risveglierà immediatamente mille ricordi, mentre viene data imperitura gloria anche alla minimale “It Don’t Come Easy” di Ringo Starr ed alla malinconia leggera di “Baby Blue” dei Badfinger (piccolo gioiello del 1971). Le architetture seriose e sontuose dei King Crimson poi fanno spazio a ben due brani degli inglesi Squeeze, band new wave che ha avuto un buon successo nei primi anni ottanta che Morse/Portnoy/George rinnovano con un afflato piacevolmente pop soul. Si conclude correndo nel sogno di Tom Petty, probabilmente uno dei musicisti più sottovalutati del millennio, omaggiato con fedeltà ed energia, e la sorpresa sta nell’epilogo di “Let Love Rule” di Lenny Kravitz, una gemma che arriva dai primi anni novanta, ma testardamente ispirata sempre ai sixties ed ai Beatles lennoniani.

E se la domanda è se ci siamo divertiti, la risposta è uno spontaneo SI! Inoltre, lo stesso giorno di uscita del disco, sarà pubblicato “Cover To Cover Anthology (Vol. 1 – 3)”, che contiene tutti e tre i lavori, con i primi due rimasterizzati e con nuovi artwork. Ottima occasione per poter ascoltare altre 25 perle musicali. Buona scoperta!

Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2020

Tracklist: 1. No Opportunity Necessary, No Experience Needed (Yes) 2. Hymn 43 (Jethro Tull) 3. Life On Mars (David Bowie) 4. Baker Street (Gerry Rafferty) 5. It Don’t Come Easy (Ringo Starr) 6. Baby Blue (Badfinger) 7. One More Red Nightmare (King Crimson) 8. Black Coffee In Bed (Squeeze) 9. Tempted (Squeeze) 10. Runnin’ Down A Dream (Tom Petty) 11. Let Love Rule (Lenny Kravitz)
Sito Web: http://www.nealmorse.com/

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