Moonloop – Recensione: Devocean

Elogiati all’epoca dell’esordio “Deeply From The Earth” come il connubio perfetto tra Opeth del periodo d’oro e Gojira e consigliatissimi dalla critica estera di settore a chi era rimasto orfano della band di Åkerfeldt pre-svolta prog i Moonloop sono in realtà  abbastanza sconosciuti e forse tali paragoni erano leggermente esagerati per un debut tutto sommato mediocre.

Io propenderei per altri paralleli, perché si sa, è sempre gratificante per un recensore dire la propria su una band anche se questa non ha assolutamente stravolto i suoi ascolti dell’ultimo periodo; per chi scrive i catalani si collocano a metà tra i Death post “Human”, gli Obscura e alcuni gruppi di prog metal criptici tipo Zero Hour.

Pur prendendo il nome da un pezzo dei Porcupine Tree, il quartetto spagnolo mette subito in campo la voce cavernosa Eric Baulenas (anche chitarrista) che va a poggiare su strutture ritmiche articolate e momenti di respiro non dissimili da alcune composizioni dei Cynic (“Megalodon”); essendo indecisi su che strada intraprendere si rimane un po’ infastiditi dall’utilizzo di questo growling su melodie tutto sommato accessibili dove si sarebbe preferito sentire in cantato, sì aggressivo, ma più contenuto. C’è da dire che quando qualche frase di “Zeal” viene interpretata dalla voce pulita, questa è talmente atonale da farci capire il perché di questa scelta; un po’ meglio “Oceans” come risultato finale anche perché il pezzo essendo molto lungo permette di destreggiarsi in vari stilemi.

In questo senso i Moonloop hanno sicuramente margini di miglioramento e potremmo anche azzardare che la loro proposta, non ancora focalizzata, potrebbe tornare loro utile per definire un sottogenere, progressive death metal (?) ancora in fase di sviluppo.

Voto recensore
6
Etichetta: Listenable Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Megalodon 02. Nightmare Gallery 03. Zeal 04. Expired Kings 05. Medusa 06. Oceans 07. Interglacial 08. Origin
Sito Web: http://www.moonloop.es/

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