Edward Box – Recensione: Moonfludge

Evviva, finalmente un chitarrista giovane, che suona qualcosa di nuovo e innovativo, altro che i soliti shredder…ci siete cascati, vero? È esatto, l’inglese Edward Box è un esperto nell’arte dello shred e dei virtuosismi, ed essendo questo il suo secondo album (uscito a 3 anni di distanza dal primo), ci si potrebbe aspettare da lui, in quanto esponente di una ipotetica “nuova generazione” di chitarristi, una ventata di innovazione, nonché una crescita dal punto di vista compositivo. Quindi, la delusione è notevole nel rendersi conto già al primo ascolto che poco ci manca dall’essere di fronte a un clone di Satriani, che mediante una serie di copia e incolla bene azzeccati ha prodotto un disco che in sé non ha niente di sbagliato, se non fosse che è quasi tutta roba già sentita in ottomila salse.

Il disco si salva solo grazie a pochi elementi: una durata non eccessiva, che fa sì che l’ascoltatore non arrivi a metà esasperato e annoiato, una produzione praticamente perfetta, anche se c’è da dire che il disco è suonato solo da chitarra, basso e batteria, e la spinta positiva che esercitano, strano a dirsi, i tre brani lenti presenti in “Moonfudge”, e in particolare ‘Hourglass’, che è in assoluto il pezzo migliore. Per il resto, l’idea di fondo su cui si costruisce il disco è quella di cercare un buon giro armonico, una scala, magari molto veloce, o un riff, e di ripeterlo un numero imprecisato di volte, intervallandolo con un altro tema o due. Ora, se uno di questi temi, o riff, è azzeccato, il risultato è un brano comunque accettabile, gradevole, se non fosse appunto per questa ripetizione estremizzata, come avviene per ‘Axis Of Evil’; purtroppo, nella maggior parte dei casi, il risultato non è questo, e l’ascoltatore è solo portato a chiedersi: “Ehi, ma dov’è che ho già sentito questo pezzo?”. Tutto questo non vuol dire, naturalmente, che il buon Edward Box non sappia suonare, tutt’altro, ma se ci avesse messo più del suo, anziché attingere a piene mani al già sentito, il prodotto finale sarebbe stato decisamente migliore.

Voto recensore
6
Etichetta: Lion Music / Frontiers

Anno: 2006

Tracklist:

01. Jack In The Box
02. Welcome To The Grindhouse
03. Axis Of evil
04. Hourglass
05. Stanton’s Stomp
06. Trailblazer
07. Downstream
08. Pasadena
09. Reverse The Polarity
10. Big Screen Love Theme


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