Monster Truck – Recensione: True Rockers

La  differenza tra le “Maledette rockstar” raccontate in recente ed alquanto disturbante disco dei Masie e i True Rockers sta proprio nel contenuto del terzo lavoro dei Monster Truck, a quasi tre anni dal meritato successo di “Sittin’heavy”. Il timone alla produzione è passato da  Eric Ratz (Billy Talent, Cancer Bats) a Dan Weller  dei SiKth, ed è possibile che anche questo abbia contribuito ad alleggerire la trama blues che ha sempre caratterizzato gli arrangiamenti della band a favore di una strumentazione più varia che impartisce al disco un generale tono pop (nel senso più nobile del termine). Il legame con il recente passato è rappresentato dalla sola “Undone“, stupefacente ballata che spezza a metà l’album con il pathos di un Chris Cornell sotto la pioggia di Seattle, ma per il resto vi sarà impossibile restare seduti durante l’ascolto, perchè “True Rockers” inanella una serie di potenziali successi da hit parade, a partire dalla titletrack, ironica (ed irresistibile) raccolta di archetipi rock’n’roll (fra l’altro con una bella ospitata di Dee Snider, Twisted Sister). Non si sfugge alla bellezza e alla solidità di queste canzoni, certo non ci si dimentica facilmente di “Thundertruck” che parte come un veemente hardblues e poi si bagna di tastiere ’70s e cori trascinanti, si rimane mortalmente appiccicati all’incredibile refrain di “Evolution” (per chi ne sta scrivendo, brano rock dell’anno), e si sorride sornioni con gli ZZ Top a passo svelto di “Devil Don’t Care” o con lo street stoner di “Being Cool is Over“. A metà disco già è evidente che, in un mondo perfetto, ai Monster Truck andrebbe regalato il Campovolo di Reggio Emilia, e “Young City Hearts” si limita a ribadirlo, con la sua melodia immediata ma non banale (curiosa la citazione dei Supergrass nell’incipit) ed un’atmosfera che sarebbe piaciuta allo Springsteen di “Born To Run“. Poco importa se l’ultima sezione del disco è leggermente meno incisiva (con “Denim Danger” e “Hurricane” piacevoli ma tutto sommato meno sorprendenti del resto del repertorio offerto), visto che a chiudere ci pensa “The Howling“, un classico già dal primo ascolto, mid-tempo Soundgarden di struggente fattura blues, fatto di strade polverose al tramonto e ubriacature malinconiche che non cedono alla disperazione. Fedeli alle loro radici, al terzo disco i Monster Truck riescono nell’intento di omaggiare i loro modelli musicali senza cadere nel mero effetto nostalgia, grazie ad una tracklist che solo una band di altissimo livello può permettersi.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Mascot Label Group

Anno: 2018

Tracklist: 01. True Rocker 02. Thundertruck 03. Evolution 04. Devil Don't Care 05. Being Cool Is Over 06. Young City Hearts 07. Undone 08. In My Own World 09. Denim Danger 10. Hurricane 11. The Howlin'
Sito Web: http://www.ilovemonstertruck.com/

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