Monster Magnet – Recensione: Cobras And Fire (The Mastermind Redux)

Spazio e psichedelia, “Cobras And Fire” sta a “Mastermind” come “Milking The Stars” stava a “The Last Patrol”: reimmaginazione dei pezzi che componevano l’album del 2010, per semplificare. Ma c’è molto di più: una versione stravolta e rallentata, in cui lo spazio sembra dilatato, si espande fino a riempire tutti gli anfratti della mente allucinata di Dave Wyndorf. E proprio questa è la caratteristica principale della trasformazione di un album originariamente molto più asciutto e classicamente hard rock. Con “Cobras And Fire” i Monster Magnet si piazzano a metà strada fra Hawkwind e The Doors, trascinandoci in un personalissimo vortice di emozioni con un’intensità a tratti insostenibile.

L’opener è un po’ una sintesi fra l’anima più diretta (l’originale “Dig That Hole” era un tentativo di ripetere l’operazione “Negasonic Teenage Warhead”, ma senza successo) e quella più psichedelica, e mette subito in luce il profondo mutamento cui sono stati sottoposti i brani. Se “She Digs That Hole” è la sintesi, “Gods And Punks” è la summa di quanto possa produrre questo trattamento. Quasi un terremoto. L’organo in pieno Doors style completa l’operazione-macchina del tempo in “Watch Me Fade”, sorta di rilettura dell’enigmatica “Baby Gotterdamerung” contenuta in “Powertrip”. E il trip continua, in effetti, con la poderosa “Mastermind ’69” e blocchi di intensità e magnetismo irresistibili come la cadenzata “When The Planes Fall From The Sky” e la sabbathiana “Hallucination Bomb”. Suggestiva “The Titan”, sintetizzatori e tastiere a creare un’atmosfera da Apocalisse, invero già richiamata nell’originaria “The Titan Who Cried Like A Baby”, che viene però asciugata dalle lyrics e si permea di un fascino tenebroso ed ancestrale. In scaletta trova spazio pure un’allucinata e ipnotica rilettura di “Ball Of Confusion” dei Temptations.

Ideale colonna sonora di un film di fantascienza girato da un Rob Zombie catapultato negli anni ’60, “Cobras And Fire” rappresenta un’operazione riuscitissima e a suo modo impressionante, che stravolge la base di partenza e sconvolge, a larghi tratti, chi avrà l’ardire di lasciarsi trasportare nell’ascolto.

Voto recensore
8
Etichetta: Napalm Records Audioglobe

Anno: 2015

Tracklist:

01. She Digs That Hole
02. Watch Me Fade
03. Mastermind ’69
04. Hallucination Bomb
05. Gods And Punks
06. The Titan
07. When The Planes Fall From The Sky
08. Ball Of Confusion
09. Time Machine
10. I Live Behind The Paradise Machine Evil Joe Barresi’s Magnet Mash Vol.1


Sito Web: http://www.zodiaclung.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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