Monolord – Recensione: No Confort

Per addentrarsi nella poetica degli svedesi Monolord è sufficiente immergersi per pochi minuti nella fanghiglia lacustre insieme a “The Bastard Son”: riff monolitici ispirati (quando non direttamente rubati) all’immaginario doom, voce che fallisce perennemente nel tentativo di sovrastare il suono del basso e si accontenta di essere eco in lontananza, incedere pigro e disinteressato, lontano da ogni velleità evocativa dello sludge, lambendo i toni indifferenti dello shoegaze. Non si scoraggi comunque chi era interessato al quarto lavoro della band (il primo su Relapse, a due anni dall’appena più ruvido “Rust”): i lavori dei Monolord non sono mai noiosi, casomai incensatori di un’indolenza magniloquente, che si sviluppa attraverso lente ma lussureggianti spirali elettriche,  languide linee melodiche dalle trame psych (la lunghissima “Larvae”, gli intarsi chitarristici di “Alone Together”) ed improvvisi risvegli stoner (il riff incalzante di “Skywards” ed il suo omaggio ai cataclismi sonori che furono dei Kyuss).

Ascolto dopo ascolto, “No Confort” si dimostra dunque un album meno ostico di quanto pronosticato dalle prime impressioni, un disco capace di essere amato da chiunque decida di non arretrare di fronte ad arrangiamenti volutamente monocromatici, lasciandosi invece cullare dallo struggente incedere della titletrack, o dalla reiterazione di una “The Last Leaf” che si vorrebbe infinita (il perfetto singolo per ogni playlist metal che si rispetti). Un album importante, per la definizione del suono Monolord e per una collezione di canzoni tra le migliori del loro repertorio (e del repertorio doom, in generale).

Etichetta: Relapse

Anno: 2019

Tracklist: 01. The Bastard Son 02. The Last Leaf 03. Larvae 04. Skywards 05 Alone Together 06. No Confort
Sito Web: https://monolord.bandcamp.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login