Monolithe – Recensione: Epsilon Aurigae

Un genere come il funeral doom metal è per sua stessa natura legato a a dei canoni espressivi rigidi che non concedono molto alla varietà e alla voglia di sperimentare. I rappresentanti del settore devono dunque puntare sull’emozionalità della musica proposta, diversamente il rischio sarebbe quello di risultare ripetitivi, noiosi e prevedibili.

I parigini Monolithe sono da quindici anni una buonissima scelta per chi segue questo panorama di nicchia e oggi li ritroviamo con il quinto studio album “Epsilon Aurigae”. La nuova prova in studio dei transalpini è la prima a non seguire la numerazione successiva come gli altri quattro album ma a presentare un vero e proprio titolo. Inoltre, chi conosce la band noterà che l’opera è composta da tre suites (ciascuna della durata di quindici minuti esatti) e non condensa il tutto in una sola canzone come d’abitudine.

Al di là di questo, rimane la bontà esecutiva e formale di un gruppo capace di plasmare con personalità la torbida fanghiglia nera della facciata più angusta del doom. Una formazione di sette elementi con ben tre chitarre crea un muro di suoni, già percepibile nell’imponente “Synoecist”, brano lentissimo ma epico e intenso, pregiato dai tappeti di tastiera e da apprezzabili soluzioni percussive che aggiungono un notevole dinamismo.

La strumentale “TMA-0” crea suggestivi paesaggi siderali grazie a una base ambient in sottofondo. Pezzo estremamente regolare e guidato da una monolitica sezione ritmica, accoglie via via il suono delle chitarre, confluendo in un finale chiassoso. “Everlasting Sentry” contempla altri elementi tangenziali come aperture di musica classica e diluizioni elettroniche. Brano ancora granitico ma interpretato con trasporto da Richard Loudin (che talvolta utilizza la voce pulita), termina con un potente assolo e la ripresa della base noise iniziale.

“Epsilon Aurigae” non stravolge il canale espressivo del gruppo francese ma ne conferma la qualità. Ancora una volta un gradino sopra ad altri.

Voto recensore
7
Etichetta: Debemur Morti Productions

Anno: 2015

Tracklist:

01. Synoecist
02. TMA-0
03. Everlasting Sentry


Sito Web: https://www.facebook.com/monolithedoom/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Musil87

    Voto rencensore: 7. Come la numerazione Flamsteed dell’omonima stella. Ora si spiega il motivo dei “suggestivi paesaggi siderali” citati dall’estensore.

    Reply

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