Monolithe – Recensione: Monolithe III

 

L’autore di questo articolo si è avvicinato a “III”, nuova fatica dei francesi Monolithe, con aspettative non molto elevate. Il motivo è da vedersi nei due precedenti capitoli, che pur partendo da un’idea apprezzabile (un concept lirico relativo alle origini del genere umano), si affossavano in ritmi prolissi e ripetitivi. L’ascolto del terzo episodio dei parigini è stato dunque una sorpresa. “III” riprende come ovvio il discorso tematico affrontato in passato ma ciò che colpisce è la notevole maturazione della band. Non che i nostri siano degli esordienti, vista l’esperienza maturata in acts come Anthemon, Despond, Cioran e Old Dead Tree, ma finalmente danno la giusta attenzione al progetto Monolithe, che si libera del tutto dalla schematicità per diventare affascinante e dinamico. E il termine “dinamico” non si sposa facilmente con il doom, in questo senso è stato fatto un ottimo lavoro. “III”, seguendo la tradizione dei transalpini, comprende un’unica traccia di oltre cinquanta minuti, che ha in sé la natura della suite. Il primo movimento è affidato a una parte strumentale dagli echi progressive e dal marcato gusto seventies, con accenti psichedelici. In seguito interviene come spartiacque la voce evocativa di Richard Loudin a guidarci nei meandri di un doom elegante, che fa proprie monolitiche marce funeral ma anche un gusto estetico notevole, fatto di richiami all’eleganza dei primi Katatonia e Paradise Lost e che non esclude addirittura delle sporadiche accelerazioni. Il finale è affidato a pregevoli parti di musica classica a ricordare l’operato dei My Dying Bride (altra fonte di influenza tangibile) e a concludere un’opera di talento e sensibilità musicale.

Voto recensore
7
Etichetta: Debemur Morti / Masterpiece

Anno: 2012

Tracklist:

01. Monolithe III


Sito Web: http://monolithedoom.tumblr.com/

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