Sylosis – Recensione: Monolith

I Sylosis hanno lo stesso problema di molte band metal dalla carriera compressa in pochi anni: dopo un paio di album che avevano certamente dei buoni numeri, ma non erano in grado di regalare qualcosa di veramente personale, arrivare al terzo album e continuare sulla stessa strada rischia di far saltare il banco e stancare molti ascoltatori.

Va riconosciuto alla band inglese di provarle tutte per distinguersi un minimo dalla massa di modern-thrash band, sia attraverso una confezione (leggi artwork e produzione) che si presenta a dir poco attraente, ma anche cercando nelle singole song di elaborare la materia nel modo più vario e moderno possibile.

Purtroppo questa sfida i Sylosis la vincono solo fino ad un certo punto, nel senso che riescono a muovere curiosità e il mood “nero” che pervade molte song è certamente ben dosato, ma, pur apprezzando il risultato, rimane innegabile che l’insieme non riesca a distaccarsi a sufficienza dai moltissimi riferimenti storici per apparire in qualche modo “originale” (ammesso che abbia senso questa parola abbinata al metal degli anni 2000).

Miscelare molte influenze rende infatti solo più difficile rintracciare la matrice compositiva, ma non aumenta necessariamente la quantità di personalità di un prodotto e in questo caso la band britannica rischia di farsi scivolare dalle dita l’impatto del thrash, diluendolo fin troppo con passaggi da new-prog, comunque piuttosto usuali nella loro concezione, e in una complicazione strutturale che non ci pare sempre aumentare la cifra emozionale dell’insieme.

Paradossalmente la band esaurisce quest’idea in due/tre brani: smembrando la riuscita “Out From The Blow” si possono trovare infatti il thrash stile nuovi Testment, passaggi tecnici e elementi più moderni stile Darkane/Soilwork e accenni ai breakdown più metalcore, per aprirsi nel finale ad una parte rallentata epica ed evocativa. Ottima e ben congegnata su passaggi groovy e chiaroscuri nella melodia anche “What Dwells Within”, ma anche la title track riesce a raggiungere un’atmosfera dark ben calibrata e coinvolgente.

Il resto dell’album pare rincorrere questa eccellenza, miscelando più o meno elementi simili, ma senza riuscire ad inquadrare così bene il bersaglio. Tranne cambiare registro nell’acustica hidden track, in cui però pare davvero di ascoltare gli Opeth più annacquati.

In poche parole i Sylosis confezionano un prodotto assolutamente perfetto nella forma che ha però il difetto di risultare a tratti troppo prolisso e qualche volta decisamente noioso. Non di meno siamo certi che questa perfezione manieristica abbia dei meriti in tempi in cui non è facile inventarsi qualcosa di nuovo e che probabilmente troverà chi sarà in grado di apprezzarla meglio di noi.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2012

Tracklist:

01. Out From Below (6:58)
02. Fear The World (5:20)
03. What Dwells Within (5:03)
04. Behind The Sun (5:02)
05. The River (5:33)
06. Monolith (5:03)
07. Paradox (6:08)
08. A Dying Vine (5:58)
09. All Is Not Well (4:30)
10. Born Anew (3:48)
11. Enshrined (19:16)


Sito Web: https://www.facebook.com/Sylosis

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login