Mono Inc. – Recensione: Welcome To Hell

Dopo un relativamente breve periodo di pausa tornano a dar notizie di se i teutonici Mono Inc. con la pubblicazione del decimo lavoro in studio intitolato “Welcome To Hell” e lo fanno con un concept album ambientato nell’era più buia del Medioevo. L’uscita in questione si può trovare in varie edizioni quella digipack con due cd e una fan box in edizione limitata numerata a 1111 copie dove è presente anche un dvd contenente la loro esibizione dal vivo a Berlino e vari gadget esclusivi che faranno felici i fan più incalliti della band. 

Per quanto riguarda l’aspetto prettamente musicale nel primo cd troviamo undici composizioni molto in linea con il loro consueto dark rock orecchiabile e di facile presa arricchito da una teatralità più marcata rispetto ai precedenti lavori, sicuramente derivante dal concept e dall’essenza delle tematiche trattate. Nel secondo cd chiamato “Welcome To Heaven” le stesse composizioni vengono reinterpretate nello stile di un’orchestra da camera e grazie al lavoro degli archi, del pianoforte e anche della timbrica del bravo Martin Engler i brani riescono a trasmettere nuove sensazioni, davvero in contrasto con quelle evocate nel primo cd.

L’album si apre con le note inquietanti di un carillon e degli archi supportati dalla voce di Engler che ci introducono il protagonista di questo viaggio oscuro chiamato The Raven che avrà modo di vedere con i propri occhi la sciagura della peste che colpirà tutte le persone indistintamente dal loro ceto sociale. A seguire la cadenzata titletrack ben bilanciata da ariose melodie e dal cantato ruffiano al punto giusto, mentre la successiva e accattivante “Long Live Death” contraddistinta dall’uso sapiente del flauto incanta l’ascoltatore come un abile pifferaio magico nella propria tana, merito anche dell’interpretazione della brava Katha Mia alla doppia voce. Molto riuscita anche l’intensa e malinconica “Risk It All” che si stampa all’istante in testa e non da meno la successiva “Under A Coal Black Sun” che è un addio di fronte all’incendio che è stato posto come ultima risorsa dalla peste. In “A Vagabond’s Life” troviamo il contributo di Eric Fish (Subway To Sally/Bannkreis) al flauto e alla voce in un pezzo dove emerge una forte sensazione di caos e di dolore e dove si parla  di un vagabondo a cui la folla inferocita strappa la bocca e che non viene punita proprio per la condizione sociale della vittima.

Altro brano riuscito è la ruffianissima “Funeral Song” enfatizzata dalle graffianti chitarre e da un ritornello altamente memorizzatile a cui segue “Reign Of Rats” dove la voce distorta di Engler si sposa a quella più delicata e melodica della controparte femminile in un pezzo dove la componente sinfonica fa la sua bella figura amalgamandosi alla perfezione alle decadenti melodie. “Unconditionally” racconta la nascita di una nuova vita e conseguentemente anche la speranza in un futuro migliore a cui aggrapparsi, mentre nella conclusiva “When The Raven Dies Tonight” il protagonista ormai aspetta la sua fine sopraffatto dagli eventi. Sostanzialmente questo nuovo lavoro dei Mono Inc. ha il pregio di non snaturare il loro trademark sonoro ben definito, ma anzi di renderlo ancora più maestoso e vibrante grazie ad un concept davvero ben riuscito e congegnato, un ottimo spunto per i lavori futuri.

Voto recensore
7,5
Etichetta: No Cut Entertainment

Anno: 2018

Tracklist: 01. The Heart Of The Raven 02. Welcome To Hell 03. Long Live Death 04. Risk It All 05. Flies 06. Under A Coal Black Sun 07. A Vagabond’s Life 08. Funeral Song 09. Reign Of Rats 10. Unconditionally 11. When The Raven Dies Tonight
Sito Web: http://www.mono-inc.com

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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