Tomahawk – Recensione: Mit Gas

La cosa interessante da sapere è che ‘Mit Gas’, secondo lavoro di Tomahawk, è un disco in definitiva più concreto del suo predecessore. Patton abbandona la parte Zorniana concentrandosi ancora meglio rispetto al debutto sulle parti vocali, usa le tastiere in maniera determinante per il suono del disco mentre Duane Denison abbandona parzialmente la struttura a riff per concentrarsi maggiormente sulla coesione delle scritture. Il risultato è impressionante. Da qualche parte la frequentazione dei Nostri allo stesso tavolo dei Tool deve aver sortito qualche effetto, ben coadiuvato dal migliore fuoco delle canzoni, grazie alle quali nulla viene a trovarsi fuori posto. Ha il sapore del rock, quello alternativo, quello che brucia, quello di una ‘Rape This Day’ che sembra il biglietto da visita dell’intero lavoro, quasi sicuramente una canzone che in un disco come Audioslave avrebbe fatto la differenza, tanto per intenderci. Non sarebbe un disco con Patton se non avesse il momento decisamente “fun” come quello di ‘Desastre Natural’, episodio cantato in spagnolo ai limiti della demenza. Altrettanto una ‘Mayday’ come riassunto di un modo di intendere la musicalità di una canzone: filtri vocali, sottili impalcature di chitarre, bilichi sospesi di furia e carezze, picco destabilizzato di un disco che ha tutte le intenzioni di catturare man mano che aumentano gli ascolti. Insomma, questa è una grande raccolta di pagine musicali, fatto da sottolineare e non sottovalutare anche laddove Tomahawh risponde ai Radiohead di ‘Fitter, Happier’ con la traccia conclusiva, ultima esalazione di gas per questo secondo capitolo. ‘Mit Gas’ si colloca nel panorama musicale come il tentativo riuscito di assecondare le iperboli rock ad una musicalità ed una fruibilità difficili da raggiungere, senza puntare la rotta verso un collage spesso spastico di elementi e influenze, come se gli eccessi Pattoniani da molti digeriti a forza fossero un episodio dimenticato in favore di un eccletismo che spesso ci manca. Amalgamato, eterogeneo e così personale, nella vena “rock” di un gruppo che rimane inclassificabile e di questo siamo loro grati. Insomma, per dirla con Britney: “…ooops, they did it again”, ma meglio.

Etichetta: Ipecac / WnB

Anno: 2003

Tracklist: Birdsong / Rape This Day / You Can’t Win / Mayday / Rotgut / Capt Midnight / Desastre Natural / When The Stars Begin To Fall / Harelip / Harlem Clowns / Aktion 13F14

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login