Misery Index – Recensione: Rituals Of Power

Ecco un gruppo di cui non c’è moltissimo da dire. I Misery Index furono fondati nell’ormai lontano 2001 dal bassista Jason Netherton, il quale aveva lasciato i Dying Fetus per divergenze artistiche. E così, mentre i Dying Fetus continuarono la loro carriera con un degno sostituto, diventando una delle colonne portanti del Brutal Death Metal e del Deathcore in equal misura, i Misery Index seguirono una strada meno monolitica, più veloce e anche più derivativa dei Napalm Death. Non sta noi a decidere chi sia meglio dell’altro, comunque.

Il loro ultimo album, “Rituals of Power”, mostra che il gruppo ha cambiato talmente pochi elementi nel sound dei loro album al punto da farli sembrare quasi uguali. Sicuramente qui ci sono meno blast-beat (in alcune canzoni mancano del tutto, come in “Hammering the Nails”), ma i riff costantemente in accordatura Do#, i catartici assoli e il noto cromatismo ossessivo del Death Metal sono tutti lì. Leggermente più lunghe del solito, le canzoni seguono le stesse scale, che siano più lente (l’introduttiva “Universal Untruths”) o più veloci (“Decline and Fall”). La produzione non è esattamente cristallina, dato che le chitarre suonano abbastanza naturali, il missaggio mostra in maniera evidente il fatto che le tracce degli strumenti siano registrate in posti lontani in linea d’aria, mentre la batteria è la solita mitragliatrice in doppia cassa. “The Choir Invisible” presenta un break con tanto di assolo di matrice neoclassica, mentre la lunga title track e la più corta “Naysayers” mostrano per la prima volta l’uso di accordatura in Drop Si.

Nessuna vera e propria novità, solo tanta violenza come ognuno è lecito aspettarsi da un gruppo. Del genere. Un solo appunto: va bene darsi a momenti di lentezza, ma senza esagerare. Gli amanti del genere potrebbero lamentarsi della mancanza di velocità assassina in buona parte dell’album in questione… ma probabilmente potrebbero non accorgersene neppure. L’unica cosa che importa è che i Misery Index non hanno ancora tirato fuori un passo falso, anche se non sono esattamente una band sforna-capolavori, tutt’altro.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2019

Tracklist: 01. Universal Untruths 02. Decline And Fall 03. The Choir Invisible 04. New Salem 05. Hammering The Nails 06. Rituals Of Power 07. They Always Come Back 08. I Disavow 09. Naysayer

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