Alibi – Recensione: Misdemeanours

Nuovo progetto per il chitarrista Vince O’Regan, già axeman di Bob Catley e ora impegnato con il cantante Rick Chase (Mama’s Boys, Double Cross) per un album di hard rock melodico che ha nella solidità la propria caratteristica principale. Senza tanti fronzoli, O’Regan mette in fila una serie di composizioni discrete, ma non azzecca mai quel chorus vincente che avrebbe potuto dire molto in un’uscita del genere. I numi tutelari di riferimento si chiamano Thin Lizzy (non è un caso il richiamo della copertina a ‘Bad Reputation’) ma anche, pescando nel passato più recente, i Ten meno influenzati dalle sonorità celtiche. Con il problema che la voce pur potente di Chase non é né quella di Gary Hughes né tanto meno quella di Phil Lynott, e la conseguenza che la proposta degli Alibi è semplicemente onesta, senza troppe pretese di lasciare davvero il segno. Non aiuta un suono che è l’opposto del cristallino, dove troppo spesso le chitarre escono impastate – ed è quasi un paradosso, se si pensa che al timone c’è proprio un chitarrista.

‘Misdemeanours’ è un album che troppo spesso fallisce nella ricerca del guizzo di personalità, confondendo la scelta di un certo dignitoso hard rock granitico con la caduta in una sequenza di pezzi troppo uguali l’uno all’altro. Il risultato, in questi casi, è grigio ed asettico, ma per fortuna non mancano le eccezioni, rappresentate in particolare dagli episodi in cui fanno capolino le tastiere – come in ‘No Reason’ – aggiungendo un minimo di respiro a composizioni altrimenti fredde. Bene, più o meno per lo stesso motivo, anche le ballad ‘Gabrielle’ e ‘Yesterday’s Day’, ma il colpo migliore gli Alibi lo piazzano probabilmente con l’ottantiana e ruffiana ‘Lost On The Inside’. A distanza di poco tempo, dopo Mike Tramp anche O’Regan e soci omaggiano la ‘Rocking In The Free World’ di Neil Young. E nella conclusiva ‘Promises’ è particolarmente evidente come, in un gioco di incontri e coincidenze, il termine di paragone più vicino a questo album sia il lavoro solista di Vinny Burns, anche lui al servizio di sua maestà Catley, oltre ad essere stato uno degli artefici dell’esplosione dei Ten.

In definitiva in ‘Misdemeanours’ le luci riescono comunque a prevalere sulle ombre, anche se un po’ di brillantezza in più non avrebbe guastato. Ma ci si può accontentare: lavoro onesto e di ssostanza.

Voto recensore
6
Etichetta: Escape/Frontiers

Anno: 2006

Tracklist:

01. Get Ready
02. Masquerade
03. No Reason
04. Gabrielle
05. By Your Side
06. Out Of Love
07. Whos Foolin’ Who
08. Yesterday’s Day
09. Nothing Changes
10. Lost On The Inside
11. Why
12. Rocking In The Free World
13. Promises


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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