Mind Key – Recensione: “MK III – Aliens In Wonderland”

Aspettavamo al varco i progsters napoletani Mind Key dal 2009, anno di uscita del secondo album “Pulse for a Graveheart” e dell’esordio nel nuovo cantante Aurelio Fierro Jr., definito un incrocio tra David Coverdale, Ronnie James Dio e Jorn Lande. Non sono mancati certamente gli apprezzamenti di critica e pubblico, ma le avversità, i vari problemi di salute e lavoro hanno costretto i due fondatori  Dario De Cicco (tastiere) and Emanuele Colella (chitarre) a pazientare e programmare insieme alla fedele Frontiers Records il loro ritorno oggi con il terzo e freschissimo “MK III – Aliens In Wonderland” , che vede l’apporto dei nuovi arrivati Lucio Grilli al basso (ex-Soul Secret) e Mirko De Maio (The Flower Kings, Hangarvain) alla batteria.

I Mind Key festeggiano quindi il loro ventennale dalla formazione della band con un ritorno voluto e sicuramente atteso, che non delude le aspettative, spostando leggermente il baricentro del suono verso un incrocio inusuale tra hard rock melodico (con tastiere che spesso ricordano certamente band come Europe dei tempi d’oro, con sfumature nello stile che riportano ai Van Halen del periodo Sammy Hagar ed ai mai troppo celebrati Bad English) e Progressive Metal mai troppo complesso e lezioso, ispirato a classici come Dream Theater, Symphony X, Evergrey, e Pain of Salvation.

L’ultimo nome che citeremo è quello dei Masterplan, soprattutto per il tentativo di fondere due stili apparentemente lontani ed anche per il timbro del magnifico Aurelio Fierro, molto simile al divino Jorn Lande quando si alza imperioso. In realtà, il cantante dei Mind Key è molto più che un clone di altri campioni della voce, ma è riuscito negli anni e con la maturità a raggiungere un livello di personalità molto spiccato, ed a donare alle melodie della band mille sfumature sempre interessanti e piacevoli all’ascolto. L’ascolto procede fresco e ben strutturato, grazie a parti strumentali magistrali e spesso quasi esplosive (pensiamo agli assoli di chitarra dello straripante Colella). “Aliens in Wonderland” unisce, apparentemente senza fatica antico e moderno e dimostra che i Mind Key mancavano alla scena internazionale, eccome se mancavano. In più potrebbero esaltare amanti di più generi diversi, grazie all’intensa “Hank (The Blazing Eyes)” ispirata addirittura a Charles Bukowski (scrittore statunitense di origine tedesca famoso per i suoi romanzi crudi e realistici), oppure alla perfezione melodica di “Hate at First Sight”, bissata dal clima soffuso e sempre magnetico di “Hands Off Cain”. Ma potremmo andare avanti a citare tutte le canzoni dell’album, perché non troverete passi falsi. Un grande ritorno, un disco che spacca. Alla grande!

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Alien In Wonderland 02. Hank (The Blazing Eyes) 03. Hate At First Sight 04. Angry Men 05. Hands Off Cain 06. Be-Polar 07. Oblivion 08. Psycho World 09. Vertigo (Where The Cold Wind Blows) 10. Pure Heart 11. Non-Existence
Sito Web: http://www.mindkey.it/index.php

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