Mike Tramp – Recensione: Stray From The Flock

Sono passati due anni da quando Mike Tramp vha pubblicato il suo ultimo disco, “Maybe Tomorrow“, un lavoro molto valido che riscattava un paio di album precedenti un po’ scialbi. Con “Stray From The Flock” l’artista danese rimane sostanzialmente sulla stessa lunghezza d’onda del suo ultimo lavoro e ottiene un buon risultato, anche se con qualche momento di “stanca”.

“Stray…” può essere sostanzialmente diviso in due parti, con la prima metà in cui si concentrano i pezzi più lenti, lasciando per il finale quelli più ritmati e con le chitarre elettriche in maggiore evidenza. Il pezzo di aperura, ad esempio, è “No End To War“, oltre otto minuti di alternanza tra parti cantate e strumentali, che oltre a restituirci un Mike Tramp un po’ più sconfortato del solito, sarebbe potuto durare benissimo la metà del tempo e sarebbe risultato più incisivo. L’album comunque si riscatta in fretta grazie a “Dead End Ride“, che è anche l’unico singolo estratto dal full length. Temi come quello della speranza in un mondo migliore e del viaggio visto in tutte le sue sfaccettature, in particolare come metafora della vita, sono temi ricorrenti nei pezzi del Mike Tramp solista, così come non mancano riferimenti al rock anni ’70, evidenti soprattutto in “You Aint’ Free Anymore“. Del resto, l’ex White Lion non ha mai fatto segreto della sua passione per la musica di quel decennio, e per i Thin Lizzy in particolare.

A differenza di altri album, i brani migliori si concentrano però nella seconda parte dell’album. Il momento meglio riuscito è rappresentato da “Best Days Of My Life” e da “Live It Out“, che non a caso rimandano allo stile di “Maybe Tomorrow”, con deliziosi duetti tra voce e chitarra, ma non si deve trascurare nemmeno la maestosa “Messiah”. L’impressione comunque è che questa volta i brani migliori siano concentrati nel finale,dopo una prima parte che fa prendere la rincorsa verso lo sprint finale. Per il resto, non ci sono novità particolari nello stile, orientato ancora una volta verso un rock acustico dalle tinte classiche, con Mike Tramp e la sua voce ruvida ancora una volta in primo piano e perfettamente a suo agio in questa modalità, più tesa a cercare pochi ascoltatori, ma di qualità, rispetto al clamore di una grande massa indifferentte. Un lavoro che forse richiede qualche ascolto in più rispetto al precedente, ma che comunque alla fine sa conquistare chi lo ascolta con attenzione.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Target Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. No End To War 02. Dead End Ride 03. Homesick 04. You Ain't Free Anymore 05. No Closure 06. One Last Mission 07. Live It Out 08. Messiah 09. Best Days Of My Life 10. Die With A Smile On Your Face
Sito Web: https://www.facebook.com/MikeTrampOfficial/

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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