Midnattsol – Recensione: The Aftermath

Era dal 2011 che non avevamo notizie dei Midnattsol, all’indomani di un album non propriamente esemplare come “The Metamorphosis Melody” e con successivi problemi di stabilità della line-up. Il nuovo disco “The Aftermath” fa notizia soprattutto per l’ingresso in formazione dell’altra sorella Espenæs, ovvero Liv Kristine, anch’ella fresca di split con i Leaves’Eyes dopo la separazione da Alexander Krull.

Un album con tutte le carte in regola per rappresentare il punto di ripartenza dei Midnattsol ma che, ahinoi, fin dai primi ascolti mostra qualche difetto. Lo capiamo già dall’opener “The Purple Sky”, un brano impeccabile da un punto di vista formale che riprende gli elementi folk rock/metal della band combinandoli alla malinconia del gotico, con in più delle sferzate metalliche. Il problema è come il pezzo, così come la quasi totalità del disco, sia poco ficcante e non riesca del tutto a decollare.

Parliamo anche di cose positive: cosa tiene in piedi la struttura? Le voci di Liv Kristine e di Carmen Elise. Stupende, delicate, eteree, si inseguono lungo costruzioni che non sempre rendono merito al loro spessore. Quando questo accade, è magia. La ballata popolare “Vem Kan Segla” le sposa a delicate suggestioni di folclore medievale, altrettanto l’ennesima, ma per fortuna originale rivisitazione di “Herr Mannelig”. Il brano è rafforzato dalle impennate delle chitarre, le due Signore lo interpretano con classe e si registra anche una piccola parte di voce maschile in growl. Una menzione anche per la ballad “The Unveiled Truth”, che finalmente mette sul piatto una intensa melodia tessuta dal dialogo tra chitarra e tastiere, mentre le voci rendono il tutto più suggestivo.

Non tutto però è su questi livelli, basti ascoltare la strumentale “Evaluation Of Time”, un pezzo ripetitivo da rasentare l’inutilità e il già citato senso di fiacchezza che inficia quelli che dovrebbero essere gli highlights del disco (come la stessa tiltetrack). Un platter con luci ed ombre questo “The Aftermath”. Alcuni pezzi otterranno forse più giustizia durante le imminenti kermesse estive, ma l’impressione è che la band abbia puntato tutto sulle sue eccellenti vocalist, poco curante di comporre brani che potessero superare lo scoglio del tempo.

Voto recensore
6
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. The Purple Sky 02. Syns Sang 03. Vem Kan Segla 04. Ikje Glem Meg 05. Herr Mannelig 06. The Aftermath 07. The Unveiled Truth 08. Evaluation Of Time 09. Forsaken 10. Eitrdropar (bonus track)
Sito Web: www.midnattsol.com

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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