Michael Thompson Band – Recensione: High Times – Live In Italy

Prosegue con regolarità la pubblicazione di live da parte di Frontiers, un’operazione con la quale l’etichetta di Napoli non solo valorizza ulteriormente il proprio capitale artistico, ma che permette agli appassionati di cogliere alcuni dei loro artisti preferiti in una dimensione (per alcuni) inedita, un filo più sanguigna e diversamente sofisticata. Si tratta di un proposito specialmente interessante se si considera il genere che la label presidia: se molte delle sue uscite si caratterizzano per pulizia formale, rotondità dei suoni e generale compostezza, l’espressione dal vivo può beneficiare di un approccio diretto che rende queste uscite una sorta di spin-off – come nicchia nella non più nicchia – della serie regolare.

How do you say one more in italian?”

Introdotto dalle note calde della chitarra dello stesso Michael Thompson, chitarrista statunitense le cui collaborazioni spaziano da Madonna a Michael Jackson, passando per Joe Cocker e Gianluca Grignani, Live In Italy è un disco misurato ed ammiccante che atterra nella “pretty fucking hot” Milano (“Secret Information”) con un pezzetto di sole californiano in valigia. La scaletta, che prevalentemente attinge da “How Long” (1989) ed anticipa “Love And Beyond” (2019), è morbida ed inizialmente molto compassata, la voce di Larry King è perfetta come da contratto per ripercorrere i sentieri di Toto, Journey e Boston, mentre agli assoli di Thompson tocca uscire dal seminato per dare quella sferzata occasionale che giustifica il disco. “Give Love A Chance” contiene, a detta dello stesso King, “l’assolo più epico del mondo”, che sarebbe già di per sé un selling point mica da ridere: è in realtà al trittico finale che spetta il compito di rimescolare vigorosamente le carte con virtuosismi più lunghi e consistenti, un’esecuzione che vede la sezione ritmica maggiormente coinvolta (Larry Antonino è ritenuto uno dei bassisti più innovativi della scena jazz contemporanea, e vale la pena seguirne le linee) ed interessanti botta & risposta tra chitarra e tastiere. “Starting Over”, “Wasteland” e l’inossidabile omaggio ad un’epoca che è “More Than A Feeling” sono felicemente accostate per diventare una rock opera di circa trenta minuti che assicura un crescendo articolato ed efficace, un’eleganza misurabile nella sua sostanza e la consapevolezza nell’ascoltatore di aver finalmente colto il sospirato fuori menù di questa registrazione datata 2018.

Al di là dell’accuratezza formale e della pura tecnica, che fanno di Live In Italy una specie di disco in studio epperò riprodotto dal vivo, la vera protagonista di questa release è l’atmosfera soffusa, la palpabile empatia con un pubblico silenzioso e conquistato, la poesia sospesa delle pause e la forza di una coralità che si amplifica con naturalezza brano dopo brano (“Save Yourself”). La professionalità impeccabile con la quale la Michael Thompson Band risponde alla chiamata rappresenta al tempo stesso il principale elemento di forza dell’album ed il destino del matrimonio combinato al quale lo si condanna: se da un lato i fan non resteranno certamente delusi dalla classe adulta e confortevole di queste nove tracce, dall’altro la prevedibilità della sua narrazione – benchè spontanea e genuina, soprattutto nel più denso finale – potrà fare poco per introdurre alle setosità del genere una nuova schiera di appassionati.

Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2020

Tracklist: 01. Can’t Miss 02. Secret Information 03. Love & Beyond 04. Give Love A Chance 05. High Times 06. Save Yourself 07. Starting Over 08. Wasteland 09. More Then A Feeling

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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