Michael Sweet – Recensione: One Sided War

Questi ultimi anni si stanno rivelando i più prolifici dell’intera carriera del singer e chitarrista Michael Sweet, noto soprattutto per essere il fondatore e principale compositore degli Stryper nonché per la sua fitta produzione solista e la collaborazione con i Boston. Nell’arco di quattro anni sono infatti usciti due album della sua band principale (“No More Hell To Pay” nel 2014 e “Fallen” nel 2015), nonché il solista “I’m Not Your Suicide” (2014), “Only To Rise” realizzato con George Lynch nel 2014 e l’autobiografia “Honestly”.

Il nuovissimo “One Sided War” è senza ombra di dubbio il CD più heavy metal oriented di tutta la carriera solista del musicista; del resto lo stesso Michael ha dichiarato che in questi ultimi anni ha ritrovato e recuperato la vena metal delle origini (ndr, vedi intervista) ed inoltre ha sottolineato che nel nuovo lavoro sono presenti rimembranze dei suoi ascolti di Dio e Van Halen. In realtà nei dodici brani della nuova opera c’è molto di più, ossia la travolgente vena compositiva di un autore che si trova in un momento particolarmente felice e produttivo.

I brani di “One Sided War”, per quanto heavy, sono a tratti vagamente “troppo moderni” e particolari per lo stardard Stryper degli ultimi anni e forse questo è uno dei motivi per cui Michael ha deciso di proporli a parte rispetto il suo gruppo principale.

Il musicista californiano ha realizzato questo album con l’aiuto di autentici maestri del proprio strumento ed il risultato risulta quanto mai evidente; parliamo in particolare dei chitarrista Joel Hoekstra (Whitesnake) e Ethan Brosh (Angels Of Babylon), del bassista John O’Boyle e del batterista Will Hunt (Evanescence).

Partiamo dall’opener “Bizarre” che propone subito il lato più heavy con un assalto all’arma bianca (in cui si incrociano a duello le chitarre di Brosh e di Michael) pur sempre mediato dalla raffinatezza compositiva dell’autore. Altrettanto potenti e di forte impatto sono poi “Golden Age” e “Comfort Zone” che pongono sugli scudi il riffing e l’intera linea ritmica.

Ottimi sono poi il blues-country-oriented “Radio” ed anche “One Way Up” che rivela un gusto simile.

In un CD di Michael Sweet non può mancare almeno una ballad anche se si tratta del suo lavoro più tosto ed in questo caso abbiamo “Who Am I” che propone un’interpretazione profonda e struggente al microfono, ben supportata da un drumming potente nel sottofondo e da chitarre “solide” che portano al chorus in cui esplode la melodia principale del pezzo.

Episodio da citare è poi il solido hard rock “Can’t Take This Life” reso in due versioni; nella seconda appare come ospite la giovanissima cantante/chitarrista Moriah Formica ed il pezzo risulta quanto mai coinvolgente. Altro brano che era il caso di utilizzare per la band principale del musicista è poi proprio la tracklist, un macigno hard rock caratterizzato da un ritmo incalzante ed una melodia raffinata e colma di drammaticità.

Chiudiamo affermando quindi che “One Sided War” è il nuovo ottimo episodio (praticamente non ci sono brani deboli) di un musicista eclettico che non delude mai.

michael sweet one sided war cd

Voto recensore
8
Etichetta: Rat Pak Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Bizarre 02. Can’t Take This Life 03. One Sided War 04. Radio 05. Only You 06. Golden Age 07. Who Am I 08. I Am 09. You Make Me Wanna 10. Comfort Zone 11. One Way Up 12. Can’t Take This Life (*bonus track* featuring Moriah Formica)
Sito Web: http://www.michaelsweet.com/

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