Michael Schenker Group – Recensione: Immortal

Michael Schenker è come i gatti, ha almeno sette vite. Sembra sia nel mondo musicale da sempre, ed ha un viso di chi ha visto tante cose ed è passato dolorosamente attraverso mille trasformazioni e crisi, ma è ancora qui, e la sua chitarra continua a parlare per lui. Dei suoi sessantacinque anni di vita, ben cinquanta sono stati affrontati con la sei corde tra le mani, e questo ennesimo ritorno della sigla MSG (Michael Schenker Group, of course) serve a celebrare questo importante anniversario.

Infatti, come nei recenti album denominati Michael Schenker Fest, intorno al guitar hero tedesco non vi è una band fissa ma il “solito” partner in crime Michael Voss ed una moltitudine di musicisti eccellenti, come Barry Sparks al basso, Bodo Schopf, Simon Phillips ed il nuovo arrivato Brian Tichy alla batteria, “prezzemolino” Derek Sherinian alle tastiere ed un poker d’assi alla voce, che rappresenta un po’ tutte le anime musicali attuali di Schenker: La vertiginosa e veemente potenza di Ralf Scheepers, la compassata classe del vecchio leone Joe Lynn Turner, il talento fragoroso di Ronnie Romero, perfetto anello di congiunzione tra passato e futuro (ed erede di un altro Ronnie, sempre di più), e l’amichevole ritorno al microfono proprio di Michael Voss, nella limpida e malinconica ballata “After The Rain”.

Ecco presentato “Immortal”, incontro musicale tra Inghilterra e Germania, dove questa volta ha la meglio la poderosa rudezza della seconda, dato che la maggior parte dei pezzi suonano quadrati e metallici, anche se ogni tanto i Rainbow più epici affiorano prepotenti, e non c’è molto da sorprendersi, visti gli ospiti alla voce. Una delle grandi qualità di Michael Schenker è ancora quella di adattare il suo stile intorno al cantante che gli sta vicino, e questo è sinonimo di intelligenza ed umiltà, o almeno di buon senso musicale. Diversamente, quando arriva il momento dell’assolo di chitarra, spesso è come ascoltare una canzone nella canzone, perché il genio naturale del nostro immortale si sprigiona in tutta la sua assoluta libertà, e quasi ci commuove, nella sua classica imprevedibilità, che appartiene solo a lui.

E’ spesso la firma funambolica e cromata di Michael Schenker a rendere speciali canzoni a volte poco più che ordinarie, insieme a prestazioni sopra le righe dei vari singers. E’ come se Schenker riuscisse a dare vita anche alla materia musicale inerte e già sentita, vi è sempre un elemento nuovo che desta la nostra attenzione. Così è “Immortal”, eccellente almeno per la sua metà e sempre illuminato da un genio irripetibile, che fortunatamente continua a produrre dischi senza fermarsi. E non stupirà certamente la finale presenza di “In Search Of The Peace Of Mind”, prima composizione scritta dal chitarrista, nel 1972 e pubblicata nel primo album degli Scorpions, “Lonesome Crow”, che sancisce una sorta di intensissimo ritorno a casa, per questo grande artista, un po’ pazzo. E ci piace così!

Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2021

Tracklist: 1 - Drilled To Kill 2 - Don´t Die On Me Now 3 - Knight Of The Dead 4 - After The Rain 5 - Devil's Daughter 6 - Sail The Darkness 7 - The Queen Of Thorns And Roses 8 - Come On Over 9 - Sangria Morte 10 - In Search Of The Peace Of Mind
Sito Web: http://www.michaelschenkerhimself.com/home.php

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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