Michael Romeo – Recensione: War Of The Worlds // Pt. 2

Probabilmente concepito insieme alla splendida parte 1 uscita ormai quattro anni fa “War Of The Worlds Pt. 2” ripropone, per buona parte, quanto presentatoci dal funambolico chitarrista dei Symphony X Michael Romeo nell’album precedente sia a livello stilistico/compositivo che per l’utilizzo della medesima sezione ritmica (Macaluso/DeServio) mentre per le parti vocali si è andati all in sul talento indiscusso di Dino Jelusick (Animal Drive, Transiberian Orchestra) per un risultato finale ancora una volta ineccepibile.

La scelta di Jelusick già dal singolo “Divide & Conquer” pone un quesito abbastanza evidente: perché puntare su un cantante così simile a Russell Allen nonostante il croato cerchi spesso sfumature più hard rock (alla Coverdale/Lande tanto per intenderci)? Il chitarrista in qualche intervista oltreoceano ha glissato sull’argomento ma una cosa è chiara e forse più semplice di quanto si pensi: il desiderio di mantenere separate discografia individuale e band madre (di cui è comunque il compositore principale) e dar più libero sfogo ad idee completamente personali senza doverle integrare ad un processo collettivo.

È chiaro che il songwriting del chitarrista americano (encomiabile mix di power americano, progressive metal, neoclassicismo chitarristico e grandeur cinematografica di cui è stato uno dei precursoni) risulti riconoscibile sin dalle prime note della magniloquente “Introduction Pt.2” in linea con le colonne sonore più pompose (altro stile in cui Romeo si è peraltro già cimentato per film minori) e appunto “Divide & Conquer”, pezzo inattaccabile dove tutto, dalla produzione all’esecuzione, dalle strofe al ritornello è incasellato perfettamente.

“Destroyer” ha un andamento più lento e spezzettato ma la potenza non viene mai meno (un plauso a Simone Mularoni che ha messo in risalto le frequenze basse in maniera sublime) e anzi va a generare un pezzo più variegato anche negli arrangiamenti orientaleggianti che rimandano a “V” dei Symphony X.

Impossibile non citare il lavoro della sezione ritmica: John Macaluso è una sicurezza (sul secondo singolo “Metamorphosis” lo risentiamo anche in passaggi più raffinati come al tempo degli imprescindibili Ark) e John DeServio (Black Label Society) riempie il sound con un accompagnamento che punta tutto sul groove. Dino Jelusick da parte sua aggiunge una sfumatura di classic hard rock (vedi anche la power ballad “Just Before The Dawn” sullo stile della classica “The Accolade”) che rende la miscela complessiva davvero magica.

La parte 2 di “War Of The Worlds” suona in generale più organica rispetto alla parte 1 che aveva più contaminazioni elettroniche; l’ultimo singolo “Hybrids” è ancora una volta un mid-tempo intricato con un’epica porzione finale ma ancorata alla tradizione rock piuttosto che a freddi effetti sintetici. Dopo l’ennesimo excursus strumentale “Hunted” che funge da interludio (anche se ben più strutturato) largo ai nove minuti di “Maschinenmensch”, canzone che corre spedita con un Jelusick al suo massimo di espressività.

Abbiamo l’obbligo di citare anche le 2 bonus track, perché com’è successo qualche anno fa per “Iconoclast” dei Symphony X, sono di pregevole fattura e assolutamente non scarti: “The Perfect Weapon” è una delle composizioni più in linea con la band madre mentre “Alien Deathray” è una sorta di seconda outro (dopo quella ufficiale del disco) che chiude un lavoro ancora una volta da applausi anche se purtroppo siamo pronti a scommettere che non porterà al buon Michael nuovi adepti visto che il musicista americano preferisce sempre muoversi in una comfort zone magari oggi più ampia ma pur sempre ben definita.

Ma a noi piace così…

Etichetta: Inside Out Music/Sony

Anno: 2022

Tracklist: 01. Introduction Pt. 2 02. Divide & Conquer 03. Destroyer 04. Metamorphosis 05. Mothership 06. Just Before The Dawn 07. Hybrids 08. Hunted 09. Maschinenmensch 10. Parasite 11. Brave New World (Outro) 12. The Perfect Weapon (bonus track) 13. Alien Deathray (bonus track)
Sito Web: https://www.facebook.com/MichaelJRomeo

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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