Brainstorm – Recensione: Metus Mortis

Secondo disco su Metal Blade per i tedeschi Brainstorm ed ancora una volta siamo di fronte ad una sound potente di matrice americano miscelato con un gusto melodico vicino al power europeo. Potentissima la produzione, azzeccati i suoni, ottimi i musicisti, resta una certa perplessità sulla qualità delle composizioni. Intendiamoci, tutto bello, tutto perfetto, d’altronde siamo al cospetto di gente in grado di dare il benservito a molti colleghi ben più idolatrati, purtroppo ‘Metus Mortis’ conferma la teoria secondo cui non basta una grande professionalità per riscaldare gli animi di chi la musica non la giudica con il cervello ma con il cuore. Il vero problema del disco è infatti la freddezza emotiva, il distacco con cui si vive l’ascolto, come trovarsi al cinema a vedere quei film ricchi di effetti speciali e splendidamente realizzati che però non lasciano nulla dentro. Troppi i mid-tempos, formula che non lascia grande spazio alla creatività, anonimi i ritornelli e totale mancanza di brani killer in grado di farvi saltare in piedi. Dispiace dirlo, ma non è così che si fa la storia della musica. Se cercate un giudizio sul prodotto, questo non potrebbe che essere estremamente positivo, se volete un consiglio da un amico andate a riascoltarvi ‘Unholy’ (secondo disco della band) e poi ne riparliamo.

Voto recensore
6
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2001

Tracklist:

Tracklist:Metus Mortis / Blind Suffering / Shadowland / Checkmate In Red / Hollw Hideaway / Weakness Sows It Seedes / Into The Never / Under Lights / Cycles / Behind / Meet Me In The Dark / Strenght Of Will


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