Metallica – Recensione: S&M 2

Che il connubio tra musica classica e metal fosse un’arma vincente, i Metallica lo avevano già intuito venti anni fa. All’epoca si trattava di un vero e proprio esperimento, assolutamente ben riuscito, volto a recuperare alcuni dei consensi persi con l’uscita di “Load” e “Reload”. A due decenni di distanza, la situazione è leggermente diversa, perché non si tratta più di stupire, bensì di celebrare e consolidare la fama mondiale che contraddistingue una band come i Metallica.

“S&M 2” è una serata di festa, che solo “pochi” fan hanno avuto l’onore di gustare dal vivo, ma anche un’occasione per ripercorrere alcuni dei picchi più alti della discografia della band. Anche se l’idea di coinvolgere l’orchestra non è completamente originale, questa volta i Metallica propongono nuovi arrangiamenti di canzoni provenienti dal passato più lontano fino ad arrivare agli ultimi album prodotti in studio. Così, di fianco a grandi classici come “For Whom The Bell Tolls”, “Master Of Puppets”, “One”, “Enter Sandman” e “Nothing Else Matters”, che non smettono mai di stupire e stancare, fanno il loro debutto “Confusion”, “Moth Into Flame” e “Halo On Fire”, tratte dall’album “Hardwired… To Self-Destruct”. Quello su cui punta la band è la spettacolarità e la maestosità, a differenza dei toni più intimistici che avevano caratterizzato “S&M” nel 1999. Sul palco troviamo un James Hetfield in forma, accompagnato da Kirk, Lars, Rob e la fantastica San Francisco Symphony, per inaugurare il Chase Center e raggiungere un nuovo importante traguardo nella storia dei Metallica. Ad ambe le parti spetta la stessa importanza e lo stesso spazio, infatti non si ha mai l’impressione che la band voglia oscurare l’orchestra, o viceversa. Anzi, diretta da Edwin Outwater e Michael Tilson Thomas, è proprio quest’ultima a regalarci alcuni dei momenti più magici, come l’esecuzione di “The Ectasy Of Gold” in apertura e il ricordo di Cliff Burton con “(Anesthesia) – Pulling Teeth” in una versione completamente nuova ed originale del contrabbassista Scott Pingel. Chi ha già visto il film-concerto al cinema, ricorderà benissimo quella che, a parer mio, è stata la performance più emozionante della serata: “The Unforgiven III”, durante la quale James abbandona la sua chitarra elettrica per cantare con il cuore in mano. Infine, grazie all’arrangiamento, tracce come “All The Within My Hands” acquistano nuova vitalità e dimostrano che i Metallica hanno sempre qualcosa di nuovo da dire.

E mentre continua la diatriba su quale delle due versioni sia migliore, io preferisco godermi questo spettacolo senza troppi pregiudizi. Per alcuni oramai i Metallica sono finiti, per altri, come me, rimangono sul podio delle migliori band metal. Non c’è conclusione migliore della dichiarazione di Tilson Thomas: “Sono una band che non solo ha le capacità di suonare tutto, ma ha anche lo spirito e il coraggio di farlo”.

Etichetta: Blackened Recordings

Anno: 2020

Tracklist: TRACKLIST: 01. The Ecstasy Of Gold 02. The Call Of Ktulu 03. For Whom The Bell Tolls 04. The Day That Never Comes 05. The Memory Remains 06. Confusion 07. Moth Into Flame 08. The Outlaw Torn 09. No Leaf Clover 10. Halo On Fire 11. The Unforgiven III 12. All Within My Hands 13. (Anesthesia) – Pulling Teeth 14. Wherever I May Roam 15. One 16. Master Of Puppets 17. Nothing Else Matters 18. Enter Sandman
Sito Web: https://www.metallica.com/

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