Destruction – Recensione: Metal Discharge

Nuclear Blast / Audioglobe Che i Destruction rappresentino il vecchio thrash che non vuole saperne di farsi da parte lo dimostrano senza mezzi termini due album riuscitissimi come ‘The Antichrist’ e ‘All Hell Breaks Loose’ e il successo planetario che la band è riuscita a conservare nonostante gli anni di inattività, ma il dubbio che questa resistenza stia mostrando qualche cedimento comincia a farsi strada. Questo nuovo lavoro (il settimo sulla lunga distanza in quasi vent’anni di carriera) non riesce infatti a convincere come ci saremmo aspettati, forse perché questa volta la band teutonica ha davvero esagerato con il revival a tutti i costi. Non ci stiamo certo riferendo alle scelte stilistiche, immancabilmente e giustamente ancorate a quello che la band ha sempre dimostrato di sapere fare meglio, ma alla decisione poco felice di registrare l’album con suoni assolutamente analogici e fedeli al più tradizionale old style thrash mittel-europeo. Nulla di male nelle intenzioni, ma il risultato è senza alcun dubbio perdente nel confronto con le recenti produzioni che abbinavano splendidamente la forza dei classici e taglienti riff di Mike con la potenza d’uscita di suoni più moderni e devastanti. Forse anche per questa carenza di spinta le linee vocali di Schmier appaiono sin troppo uniformi e quindi poco incisive, facendo così scivolare nell’anonimato la maggior parte delle composizioni qui raccolte. Il discorso potrebbe anche finire qui, visto che per il resto i contenuti sono rimasti pressoché invariati e ‘Metal Discharge’ resta in piedi comunque, grazie soprattutto a quella manciata di riff impressionanti che sono marchio di garanzia in qualsiasi produzione della band. Scontata la precisazione che il tutto risulta eseguito con la solita perizia e che, nonostante le perplessità fino qui elencate, i fan più accaniti sapranno apprezzare.

Voto recensore
6
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist:

01.The Ravenous Beast

02.Metal Discharge

03.Rippin´ The Flash Apart

04.Fear Of The Moment

05.Mortal Remains

06.Desecrators Of The New Age

07.Historical Force Feed

08.Savage Symphony Of Terror

09.Made To Be Broken

10.Vendetta


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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