Metal Church – Recensione: XI

Per chiunque abbia amato i Metal Church il ritorno in sella come singer di Mike Howe è una specie di regalo di Natale. La particolare vocalità del nostro è infatti perfetta per il sound della band, nonché una delle migliori espressioni collegate al metal americano di quegli anni. Non sorprende quindi che con lui siano di fatto tornati i veri Metal Church, quelli del periodo a cavallo tra ottanta e novanta, capaci ancora oggi di confezionare un disco, che sicuramente suona enormemente fuori dai tempi, se consideriamo essere passati ormai vent’anni abbondanti dall’ultima uscita con il buon Mike, ma che ci riconsegna una band di grande qualità esecutiva e compositiva, come solo a sprazzi avevamo potuto ascoltare nei dischi successivi a quel momento.

Il brano del video proposto in anteprima da qualche tempo, “No Tomorrow”, è quanto di più classicamente anni ottanta si possa sentire, costruito su una ritmica essenziale e potentissima, ma impreziosito da una linea vocale perfetta per spinta nella strofa ed efficacia nel ritornello. Insieme ad altre song molto legate ai vecchi dischi, come “Reset”, “Killing Your Time” e “Suffer Fools”, testimonia il desiderio del gruppo di riappropriarsi in qualche modo del tempo perduto, ripartendo da una formula consolidata e di sicuro effetto.

Non mancano però anche canzoni che in qualche modo cercano di trovare soluzioni diverse, come ad esempio “It Waits”, perfetta per far emergere quelle influenze classic hard rock al confine della psichedelia che un chitarrista poliedrico come Kurdt Vanderhoof aveva ben sviscerato nella band che portava il suo nome. Non comunque, almeno per la band, anche la cupa “Blow Your Mind”, song dall’incedere oscuro e sabbathiano che non eravamo certo abituati ad associare ad un gruppo come i Metal Church.

Interessante anche una canzone come “Sky Falls In”, che mette insieme hard, psichedelia e metal dai rimandi doom, sfociando poi in un ritornello melodico ben sorretto dalla sempre inimitabile voce di Howe.

Nonostante non sia certamente un disco sperimentale, “XI” è in ogni caso un lavoro poliedrico e ricco di particolari da apprezzare, che cresce parecchio con gli ascolti e che riporta i Metal Church nella posizione che a loro compete. Non vi è però alcun dubbio però che una band composta da musicisti di questo talento possa fare ancora di meglio. Speriamo quindi che questo sia solo l’inizo di una nuova ed emozionante fase della carriera della band di Seattle.

Metal Church XI

Voto recensore
7,5
Etichetta: Nuclear Blast Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Reset 02. Killing Your Time 03. No Tomorrow 04. Signal Path 05. Sky Falls In 06. Needle and Suture 07. Shadow 08. Blow Your Mind 09. Soul Eating Machine 10. It Waits 11. Suffer Fools
Sito Web: http://metalchurchofficial.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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