Metal Allegiance – Recensione: Volume II – Power Drunk Majesty

Probabilmente conoscerete ormai tutti la Metal Allegiance, ma ricapitolare in breve la storia di questo supergruppo non fa mai male. Nato inizialmente come collettivo live, il progetto composto da giganti del metal quali Mike Portnoy, David Ellefson, Alex Skolnick e Mark Menghi ha poi deciso di convertirsi in una vera e propria band che produce album in studio. Dopo un primo disco uscito nel 2015 e un EP del 2016 i nostri ci hanno preso gusto:  ecco quindi arrivare il secondo full-length in carriera intitolato “Volume II – Power Drunk Majesty”.

I brani proposti si mantengono anche questa volta all’interno di un ambiente abbastanza classico, strizzando però l’occhio in più di un’occasione a sonorità moderne, e virano ora verso un robusto thrash, ora verso un roccioso heavy metal. Per continuare con le similitudini col precedente album non possiamo poi non menzionare l’imponente carrellata di ospiti che si aggiungono in qualità di cantanti ai quattro padroni di casa.

Iniziamo la nostra disamina citando proprio le brillanti performance di alcuni tra questi special guest, su tutti il sempre ottimo John Bush che impreziosisce con la sua prova il coriaceo singolone “Bound By Silence”. Totalmente a suo agio nel presente contesto non poteva che essere poi Mark Osegueda, che presta la propria voce a ben due canzoni (“Impulse Control” e “Power Drunk Majesty – Part I”), mentre rappresenta una bella sorpresa Trevor Strnad dei The Black Dahlia Murder, all’opera su “The Accuser”, traccia più moderna e cattiva del lotto.  Non possiamo quindi non apprezzare il familiarmente caustico cantato di quelle due vecchie volpi di Bobby Blitz e Mark Tornillo, in servizio rispettivamente su “Mother Of Sin” e “Terminal Illusion”.

Non finisce però di convincerci “Vodoo Of The Godsend”, scelta stranamente come singolo apripista, poco autentica e forzatamente tribale, forse per calzare al proprio ospite Max Cavalera. “King With A Paper Crown” è una buona cavalcata col vocione di Johan Hegg sugli scudi, Troy Sanders non riesce invece a riscattare una “Liars & Thieves” che risulta anonima e non incisiva. Risulta infine abbastanza spiazzante e fuori luogo il virtuoso cantato di Floor Jansen (comunque molto brava) nella conclusiva “Power Drunk Majesty – Part II”, troppo distante dai nove brani che l’hanno preceduta.

La tecnica non si discute, il prestigio dei personaggi coinvolti nemmeno, ma dobbiamo ammettere che alla seconda prova in studio la Metal Allegiance comincia già un po’ a stancare. Svanito l’effetto curiosità di vedere tutti questi grandi nomi insieme restano sul campo una decina di pezzi sicuramente ben scritti e suonati, ma che non riescono a scrollare di dosso alla band il sentore di progetto costruito a tavolino, con tutto ciò che ne consegue. “Volume II – Power Drunk Majesty” lo ascoltiamo allora con piacere e ammirazione, ma sulle sue possibilità di resistere alla prova del tempo o di lasciare un segno tangibile nella storia della musica scommetteremmo con meno sicurezza.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2018

Tracklist: 01. The Accuser (feat. Trevor Strnad) 02. Bound by Silence (feat. John Bush) 03. Mother of Sin (feat. Bobby Blitz) 04. Terminal Illusion (feat. Mark Tornillo) 05. King with a Paper Crown (feat. Johan Hegg) 06. Voodoo of the Godsend (feat. Max Cavalera) 07. Liars & Thieves (feat. Troy Sanders) 08. Impulse Control (feat. Mark Osegueda) 09. Power Drunk Majesty (Part I) (feat. Mark Osegueda) 10. Power Drunk Majesty (Part II) (feat. Floor Jansen)
Sito Web: https://metalallegiance.com

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