Ulver – Recensione: Messe I.X – VI.X

E’ disponibile sul mercato discografico “Messe I.X – VI.X”, dodicesimo studio album degli Ulver a un solo anno di distanza dalle cover di “Childhood’s End” e a due dal magnifico “Wars Of The Roses”. Suonato in presa diretta con la collaborazione di ben due orchestre (la Tromsø Chamber Orchestra e la Arctic Opera and Philharmonic Orchestra) questa sorta di live in studio vede Garm e soci arricchire ulteriormente la propria essenza stilistica, dedicandosi di fatto e un ibrido tra musica classica ed elettronica, al solito esplorata nelle sue numerose sfaccettature. Sottolineiamo subito come “Messe I.X – VI.X” non sia affatto un album di semplice ascolto. Il suo difetto è di apparire artificiale e talvolta pretenzioso,indubbiamente provato dalla costante necessità di dover dire ogni volta qualcosa di nuovo. Ma gli Ulver hanno classe e benché il nuovo esito dia a sprazzi l’impressione di essere fine a sé stesso, il gruppo ne esce vittorioso. L’errore sta forse nell’aver scelto il lunghissimo incipit “As Syrians Pour In, Lebabon Grapples With Ghosts Of A Bloody Past”, brano con ogni probabilità riferito a tristi e attuali fatti di cronaca, in cui elettronica minimale e violini si succedono  per oltre undici minuti creando suoni ipnotici e distanti, purtroppo anche ostici e legnosi. Per fortuna, in seguito è tutto un crescendo di emozioni, a partire da “Shri Schneider”, episodio dove le due facciate si combinano per un risultato liquido e cangiante. Segue “Glamour Box (Ostinati), dove scorgiamo incisive venature trip hop e i violini sono appena pizzicati, a lasciar spazio al flauto e alle percussioni, che guidano il pezzo fino al magniloquente finale in crescendo. “Son Of Man” è il primo brano cantato, è profondo e intimo, mentre la successiva “Noche Oscura Del Alma” è fatta di rumori notturni e sepolcrali, i violini trillano e tessono melodie multiformi. In analisi, si tratta del brano più “dark” del lotto, se vogliamo usare questo termine. La conclusiva “Mother Of Mercy” altro episodio in cui è presente la voce di Garm, poggia su un interessante testo che esamina la dualità della figura femminile, sacra e profana, attraverso un brano particolarmente rilassato. In definitiva il nuovo parto dei norvegesi ne conferma la totale anarchia e l’estraneità da ogni possibile etichetta. Messe I.X – VI.X” è comunque un album complesso e non di immediata assimilazione, inizia con una voglia di sperimentare forse troppo forzata, ma in seguito si svela in tutta la sua eleganza.

Voto recensore
7
Etichetta: Jester Records

Anno: 2013

Tracklist:

01.  As Syrians Pour In, Lebanon Grapples With Ghosts Of A Bloody Past
02.  Shri Schneider
03.  Glamour Box (Ostinati)
04.  Son Of Man
05.  Noche Oscura Del Alma
06.  Mother Of Mercy


Sito Web: http://www.jester-records.com/ulver/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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