Neglected Fields – Recensione: Mephisto Lettonica

Gli Abyss Studios colpiscono ancora, complice del colpaccio anche Peter Tagtgren che ha curato il missaggio di questo secondo album per i Neglected Fields. Il disco risulta essere un’ottima colonna sonora per giochi di ruolo, attento a basare quasi tutto il suo fascino sull’impatto. La prima volta che si inserisce il cd nel lettore si viene colpiti da un treno in pieno viso, ma con l’andare del tempo e le ripetizioni degli ascolti, ecco che fanno capolino prima, mettendosi poi in grande evidenza, moltissime pecche. Un’originalità particolare, dagli sbiaditi colori pastello, però. Death Metal tecnico, certo, spesso in bilico fra le atmosfere dei Death, dei Cynic e dei Carcass con l’inserimento di elementi cari a Therion e Dimmu Borgir, voce growl filtrata e certo ancora, ma le canzoni dove sono finite? Si stemperano, perdendosi in tappeti di arrangiamenti pompatissimi, complici le tastiere davvero troppo invadenti. Grande impatto, quindi, in ‘Mephisto Lettonica’, ma per fare un buon disco ci vuole senz’altro qualcosa in più. Ad esempio, le composizioni. Una grande lezione di suono, ma ci si ferma a questo.

Voto recensore
5
Etichetta: Scarlet / Audioglobe (2000)

Anno: 2000

Tracklist: Solar
The Spider’s Kiss
Whatever That Tempts
Feral Garden
Presentiment
The Human Abstract
Creaturesque
Once Carcass Is Cold
Outro

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