Yossi Sassi – Recensione: Melting Clocks

Le recenti produzioni targate Orphaned Land non hanno spento la vostra sete di fan? Tranquilli,  non tutto è perduto: direttamente da Israele arriva il primo lavoro solista del chitarrista Yossi Sassi, che insieme a Kobi è di sicuro uno dei componenti più carismatici degli Orphaned Land (per non dire tecnicamente preparati, ma questo è un aggettivo che si adatta a tutta la band). “Melting Clocks” è un lavoro che fa della complessità e della varietà il suo punto di forza. Non ci sono in tutto l’album due brani neanche lontanamente simili, segno di come il poliedrico chitarrista abbia sfruttato in pieno la sua creatività e il gran numero di ospiti presenti sull’album (spicca fra tutti il nome illustre di Marty Friedman). Oltre a questo, c’è da dire che, per quanto l’album sia in gran parte strumentale, la chitarra non è sempre lo strumento più importante; basti pensare alla semplicità di “The Routine” per averne un’idea. I riferimenti alla musica araba, già ammirati con gli Orphaned Land, non mancano neppure il questo caso, soprattutto in “Drive, “Melting Thoughts” e ancora “The Routine”. C’è anche un po’ di jazz in “Sahara Afternoon”, che dà un respiro più ampio e ci ricorda lo stile estremamente versatile di Yossi.

Molto più agevole dell’”Ulisse” di Joyce, il concept dell’album intende raccontare la giornata di una persona in tutta la sua banalità, prevedibilità e routine, con la precisazione che questo piatto scorrere di un giorno dopo l’altro può spezzarsi solo se ciascuno di noi riuscirà a dare voce ai propri sogni. Niente più ingorghi nell’ora di punta,  niente più sfilze di numeri senza senso con cui trattare al lavoro (chissà se il lavoro alla Microsoft ha ispirato a Yossi la composizione di “Numbers’ World”), solo la volontà di spezzare il circolo e dare seguito ai propri desideri, non importa quanto questo possa essere difficile. Bellissima utopia, ma quante volte la realtà ci ride gelida in faccia proprio a proposito dei nostri sogni? Pensate bene a quale strada intraprendere, il tempo scorre veloce: ce lo ricorda il ticchettio dell’orologio con cui l’album inizia e termina.

Voto recensore
8
Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2012

Tracklist:

01. Drive (6:41)
02. Fields Of Sunrise (5:04)
03. The Calling: Rush Hour (4:53)
04. Numbers’ World (5:11)
05. Melting Thoughts (3:39)
06. Another Day In The Office (4:18)
07. Ain’t Good Enough (3:56)
08. The Routine (4:44)
09. Sahara Afternoon (6:57)
10. Sunset (2:17)
11. Simple Things (4:56)
12. Melting Clocks (3:39)


Sito Web: http://www.yossisassi.com/index2.html

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