Patrick Carlsson – Recensione: Melodic Travel

L’ascolto del secondo album di questo chitarrista svedese lascia a dir poco interdetti. È decisamente difficile, infatti, inquadrare Patrick Carlsson all’interno di uno stile musicale, in quanto la sua caratteristica dominante è quella di associare ai tipici virtuosismi neoclassici, propri della sua terra di origine, un numero incredibile di influenze tra le più svariate. E dato che “Melodic Travel” è interamente suonato, prodotto e mixato da lui, a lui sono da imputare tutti i meriti, ma anche tutte le colpe; attenzione al titolo, perché indica molto bene quello che succede. L’album si articola in una serie di tappe melodiche completamente differenti le une dalle altre, molto interessanti per un antropologo della musica, un potenziale rischio per un ascoltatore medio, che alla lunga potrebbe sentirsi spaesato di fronte a tanti tipi diversi di esperimenti sonori.

Prendiamo ad esempio i primi brani dell’album. ‘Settler’s Pleasure’ è uno dei tentativi meglio riusciti: parte in sordina, con una batteria ridotta all’osso e pochi accordi di chitarra, che a poco a poco si mescolano fra di loro e formano un brano lungo ed estremamente complesso, nato veramente dal nulla. Il brano seguente, ‘Battlefield’, si lega ai tradizionali virtuosismi propri dello stile neoclassico, ma è punteggiato in qua e in là da alcuni spunti che si richiamano al blues. Non c’è bisogno di riflettere molto per capire che ‘Caribbean Uptempo’ è caratterizzato da sonorità sudamericane, così come ‘Luxian Minor’. C’è poi un fortissimo contrasto fra ‘Gate To Heaven’, un brano adatto per un esercizio di training autogeno, costruito attorno a poche note di pianoforte e di chitarra, e fra il brano successivo, ‘Liberty City’, che viene introdotto da fragorosi squilli di tromba che andrebbero bene per accompagnare uno show del sabato sera sulla RAI.

Dopo tutta questa orgia di sonorità, c’è comunque modo di tirare il fiato grazie ad alcuni brani che si richiamano fortemente al jazz, e che compongono la parte centrale di questo viaggio melodico. Su tutti i brani di questa seconda parte spicca ‘Hip ‘n Melodic’, forse perché la chitarra è meno soffocata dagli altri arrangiamenti e può esprimersi maggiormente. Carlsson spara poi il suo ultimo colpo a sorpresa con ‘Happy Quarter’, un brano folk che pare suonato da un’orchestrina di liscio, e con ‘Desederia’, un pezzo acustico estremamente essenziale, quasi il frutto di un’improvvisazione, con i suoni di chitarra portati all’estremo, quasi alla stonatura. Non rimane che augurare buon viaggio ai coraggiosi che vorranno avventurarsi in questo insieme così vario e complesso, ancora più stupefacente se si pensa che è nato dalla mente di un solo artista.

Voto recensore
7
Etichetta: Lion Music / Frontiers

Anno: 2007

Tracklist:

01. Settler’s Pleasure
02. Battlefield
03. Kristina’s Song
04. Caribbean Uptempo
05. Gate To Heaven
06. Liberty City
07. Luxian Minor
08. Arcipelago Blues
09. Night Vision
10. The Great A
11. Hip’n Melodic
12. Desederia


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