Megadeth – Recensione: The Sick, the Dying… and the Dead

Durante l’ascolto del nuovo disco dei Megadeth – “The Sick, the Dying… and the Dead!” – non sono riuscito a cancellare dalla mia mente l’immagine di un Dave Mustaine che sorride sornione: la sua band è riuscita a sfornare un nuovo full-lenght che conferma l’ottimo stato di salute – già appurato tra i solchi del precedente “Dystopia” – e getta le basi per un prosieguo di carriera solido e radioso. Alla faccia di chi lo dava per finito, di chi continuava – colpevolmente – a trattarlo come un personaggio scomodo, secondario. I Megadeth e il loro mastermind sono più vivi e informa che mai!  

Sistemata la line-up – che vede l’ingresso in pianta stabile del batterista Dirk Verbeuren, la conferma dell’ottimo chitarrista brasiliano Kiko Loureiro e la presenza di un ospite speciale del calibro del leggendario bassista Steve DiGiorgio – il buon Dave ha dato alle stampe dodici tracce di pregevole fattura, che alternano violente sfuriate Thrash (“Life in Hell”, “Junkie”, il singolo “Soldier On!”) a composizioni più articolate (la title track, “Dogs of Chernobyl”) e cadenzate (“Sacrifice”, “Mission to Mars”), mantenendo sempre invariato un approccio alla scrittura fresco e ispirato. Per avere un’idea di quello che troverete una volta schiacciato il tasto play, dovete tornare indietro di qualche decennio, nel periodo in cui i Nostri presentavano al mondo intero pietre miliari quali “Rust In Peace” e “Countdown To Extinction”. Il tutto – ovviamente – riletto con la maturità e l’esperienza di oggi.

In particolare, quello che colpisce di “The Sick, the Dying… and the Dead!” è l’omogeneità della qualità delle tracce presentate, un insieme di umori, suggestioni e colori che rendono l’esperienza d’ascolto immersiva, soddisfacente, più che appagante. Saltando da un brano all’altro, ritroverete spunti e soluzioni note ma – al di là della bellezza dell’effetto amarcord – resterete colpiti dalla dirompente sezione ritmica, i fulminati assoli di Mustaine e l’eleganza della chitarra di Loureiro, capace – allo stesso tempo – di affiancare il suo sodale nella costruzione di riff taglienti, esplosivi.

Non ci sono attimi in cui poter tirare il fiato: dall’opener alla conclusiva “We’ll Be Back”, difficilmente resterete indifferenti di fronte a questo affresco di indubbio valore, in cui trova spazio anche una riuscitissima collaborazione con Ice-T sulle note di “Night Stalker”. La prestazione dei singoli musicisti è superlativa, ognuno di loro bravo nell’apportare le proprie peculiarità al sound – sempre riconoscibilissimo – del combo statunitense. Ispirato, dinamico, convincente, “The Sick, the Dying… and the Dead!” è un bel calcio in culo a tutti quelli che per anni hanno sperato dato per conclusa l’esperienza dei Megadeth. Per citarli, “Just when you think it’s safe, I attack/We’ll be back”.

Etichetta: Universal Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. The Sick, The Dying... And The Dead! 02. Life In Hell 03. Night Stalkers 04. Dogs Of Chernobyl 05. Sacrifice 06. Junkie 07. Psychopathy 08. Killing Time 09. Soldier On! 10. Célebutante 11. Mission To Mars 12. We'll Be Back
Sito Web: https://megadeth.com/the-sick-the-dying-and-the-dead/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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