Mnemic – Recensione: Mechanical Spin Phenomena

Debuttano su Nuclear Blast i danesi Mnemic. Lo stile messo in mostra si muove nello spazio creato dai lavori di Meshuggah, Prong, Fear Factory e Static X. Nonostante i nostri riescano a non sfigurare siamo ancora piuttosto lontani dal valore di tali mostri sacri, soprattutto a causa di una eccessiva staticità delle composizioni che mancano oltretutto di quella presa immediata che le frequenti aperture melodiche vocali vorrebbero ottenere. Perdenti nel confronto coi Meshuggah per quanto riguarda tecnica e costruzione destrutturata dei brani, perdenti verso i Prong per estro e fantasia, perdenti verso i Fear Factory per impatto e melodia, e perdenti anche con gli Static X sul fronte del tiro ritmico e della spinta danzereccia. A conti fatti questi ragazzi danesi hanno dalla loro unicamente una tecnica strumentale di livello e la voglia di differenziarsi un minimo dal marasma di cloni che infestano la scena. Caratteristiche comunque lodevoli che potrebbero portarli lontano in futuro, ma per il momento i Mnemic non riescono ancora a guadagnarsi un posto nel ristretto novero delle band da tenere in considerazione. Da risentire.

Voto recensore
6
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2003

Tracklist: Liquid
Blood Stained
Ghost
DB'XX'D
Tattoos
The Naked And The Dead
Closed Eyes
Mechanical Spin Phenomenon
Zero Gravity

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