Mayhem – Recensione: Deathcrush

Era il lontano 1984 quando in Norvegia e precisamente a Oslo nasceva il progetto capitanato da Øystein Aarseth aka Euronymous, mutuando il nome da “Mayhem With Mercy” dei Venom: inutile ricordare che il loro leader e il suo mitico negozio di dischi Helvete avrebbero segnato l’inizio del movimento black metal, nonché dell’Inner Circle e di tutti gli avvenimenti che contornarono la sua macabra storia. Ma dato che di quei celebri eventi si è già parlato e straparlato, questa volta tratteremo semplicemente di un piccolo grande disco, “Deathcrush“, che a nostro avviso merita di essere analizzato per capire cos’era il metallo nero all’inizio della sua storia, ma soprattutto per ricordare quali fossero le mortifere sonorità da cui prese vita.

Dopo un paio di demo e qualche avvicendamento, nel 1987 venne registrato ai Creative Studios di Kolbotn questo primo, scioccante EP, uscito anch’esso sotto forma di demo e lo stesso anno ri-prodotto in vinile con tiratura un po’ più ampia: ovviamente, su questo dischetto la tecnica è a livelli piuttosto bassi, ma la rabbia è alle stelle e la formula Euronymous (chitarra) – Maniac (voce) – Necrobutcher (basso) – Manheim (batteria/piano) crea un mix di follia, violenza e ossessione difficilmente reperibile altrove. Il sound del disco, un graffiante black-thrash minimale, denso di cattiveria e accompagnato da testi tipici dell’extreme metal di quegli anni, è certamente da considerarsi una pietra miliare nel suo stile, anche se è ancora un’altra cosa rispetto a quello che sarà il fondamentale “De Mysteriis Dom. Sathanas” (che a sua volta sarà diverso dai lavori successivi, orfani di Euronymous ma comunque degni di nota). Si parte con “Silvester Anfang“, cupa e martellante intro che porta la firma di Conrad Schnitzler (Tangerine Dream), seguono la devastante title-track, la sofferta “Chainsaw Gutsfuck“, la cover dei Venom “Witching Hour” (molto black) e la veloce, nervosamente confusa “Necrolust“; breve e apocalittica la strumentale “(Weird) Manheim“, eseguita da una stramba chitarra accompagnata da uno scordato e disturbante pianoforte dalle note incerte quanto inquietanti, mentre a chiudere le danze troviamo la velocissima “Pure Fucking Armageddon“, all’insegna del grindcore più disperato. Nella versione in vinile era presente anche un ulteriore pezzo conclusivo, una canzoncina infantile cantata dal gruppo con sottofondo bucolico, ma si trattava evidentemente di una bizzarria talmente fuori luogo che fu poi depennata dalle successive edizioni.

Nella sua prima versione l’EP fu prodotto dalla Posercorpse Music (LP/MC) in una tiratura di 1000 copie numerate a mano e dal 1993 è disponibile in compact disc in vari formati, limitati e non, quindi chi fosse interessato all’acquisto può facilmente reperirlo in ristampa. Oltre alla promettente copertina si segnalano, sul retro della versione Deathlike Silence Productions (l’etichetta di Euronymous che nel frattempo aveva prodotto anche alcuni lavori di Burzum) un cerchio rosso barrato con dietro il noto produttore statunitense di death metal Scott Burns e la dicitura “Anti-Mosh 003” in opposizione al codice “Mosh” della Earache: ricordiamo che in quegli anni l’underground metal era talmente vasto da permettersi un suo underground…

Deathcrush-Mayhem

Etichetta: Deatlike Silence Productions

Anno: 1987

Tracklist: 01. Silvester Anfang 02. Deathcrush 03. Chainsaw Gutsfuck 04. Witching Hour (Venom cover) 05. Necrolust 06. (Weird) Manheim 07. Pure Fucking Armageddon 08. Outro
Sito Web: https://www.thetruemayhem.com/

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