Clan Of Xymox – Recensione: Matters Of Mind, Body And Soul

Trent’anni di carriera sono un anniversario importante e i Clan Of Xymox festeggiano la ricorrenza pubblicando un nuovo album. Niente raccolte dunque (d’altronde lo scorso anno avevano già proposto l’antologia di cover “Kindred Spirits”), né compilation di inediti, né re-incisioni che tanto spesso possono contare sulla zoccolo duro della fan-base senza badare ad un reale riscontro artistico e qualitativo.

Ronny Moorings si prende tutti i rischi del caso, in fondo le precedenti release, in particolare “Darkest Hour” (la recensione) avevano visto la band in buona forma, capace di riproporsi adeguando sé stessa ad un contesto moderno senza rinunciare alle proprie radici. In questo senso anche “Matters Of Mind, Body And Soul” (titolo estremamente simbolico, quasi riassuntivo) è un buon disco, tuttavia si contano degli alti e bassi che ne vanno a minare la scorrevolezza.

Ma andiamo per ordine. L’incipit “Once In A Blue Moon” è una traccia strumentale che flirta con la sperimentazione, nel caso specifico con sonorità sinfoniche, world e folk non del tutto inedite per i nostri ma forse non così attese. Un pezzo comunque sensuale e piacevole, testimone di una volontà di fare delle deviazioni dal percorso che durante l’ascolto sono confermate da due tracce electro-ambient: l’intermezzo “Hector” e l’outro “Chinese Whispers”, dal sapore psichedelico.

Nonostante le divagazioni, la creatura di Ronny Moorings è ben riconoscibile, come notiamo nelle seguenti ed ottime “She Is Falling In Love”, dal gusto eighties ed accattivante, pur mantenendo intatto il trade-mark crepuscolare dei nostri e l’oscura “The Climate Changed”, notevole brano dall’opus drammatico e dal buon connubio tra synth algidi e chitarre distorte in chiave post punk, guidata dalla carismatica e sofferta voce del master mind.

Tuttavia, dopo il citato intermezzo “Hector”, ecco che l’alchimia sonora sembra andare incontro ad alcuni cedimenti strutturali, con una serie di brani certamente dignitosi, ma che non sempre riescono ad essere incisivi. Poche le variazioni ritmiche, esecuzioni molto lente e decollo tardivo. Un po’ come se il gruppo tenesse il freno a mano tirato. Escono dal coro l’intrigante “Hand In Glove”, che nella sua malinconia notturna poggia su dei ricami di synth dinamici e un refrain coinvolgente e ancora “Kiss And Tell”, episodio che molto deve al primo decennio di vita dell’ensemble.

Non tutto l’album però riesce a coinvolgere a questi livelli, talvolta i brani sono semplicemente “lenti” e non hanno molto a che spartire con il plumbeo ennui degli anni che furono. Alla luce delle ultime release discografiche era lecito aspettarsi un grande disco in occasione di questi trent’anni, invece bisogna accontentarsi.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Trisol Music / Audioglobe

Anno: 2014

Tracklist:

 

01.  Once In A Blue Moon

02.  She Is Falling In Love

03.  The Climate Changed

04.  Hector

05.  I Close My Eyes

06.  Hand In Glove

07.  Your Own Way

08.  Love’S On Diet

09.  I’ll Let You Go

10.  Months Ago

11.  Kiss And Tell

12.  Chinese Whispers


Sito Web: http://www.clanofxymox.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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