Seventh Moon – Recensione: Mater Alma

Album debutto per i Seventh Moon, direttamente da Barcellona e con un promo cd alle spalle. Il sestetto in questione propone un gothic mesto e riflessivo che sembra ricreare le atmosfere del “Barrio Gotico” ( quartiere gotico ) della loro splendida città. Alcuni passaggi delle loro canzoni sembrano uscire dalle strette stradine in penombra che portano alla Cattedrale di Barcellona. Della line–up fa parte anche un violoncellista che si sente davvero poco ma che lascia comunque la sua impronta. Ascoltandoli, il primo nome che viene in mente è quello dei primi Theatre of Tragedy, pur non mancando di influenze di gruppi come Lacuna Coil e Cathedral. La voce di Sonia Carles è sicuramente la componente che si fa apprezzare maggiormente per la sua corposità, pulizia e potenza. Incredibile come passa dalla pulita alla gutturale nello stesso pezzo degna del migliore singer death scandinavo. Fondamentalmente le canzoni sono apprezzabili ma quasi sempre stancano e sono troppo dispersive per tenere fissa l’attenzione dell’ascoltatore. Ci sono ottime idee ma in alcuni casi sono mal sviluppate e si finisce per scadere nei cliché del genere. La musica è buona ma in alcune canzoni sembra ripetitiva e statica. Le chitarre variano poco e so un tantino monotone e poco azzeccate nell’economia generale del gruppo. Le canzoni migliori sono “The Eternal Flight” , “The Shine Of Unknow” e “Land Of Rain”. In definitiva chi è appassionato del genere sicuramente dovrebbe conoscere questo gruppo proprio perché rappresenta una buona promessa per il futuro tenuto conto del fatto che sono solo al loro primo cd.

Voto recensore
6
Etichetta: Armageddon/Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist: Love, Sweet Death
The Eternal Flight
I’m The King Again
Land of Rain
The Shine of Unknown
The Mermaid Chant
Man Lives Apart

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