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Mastodon – Recensione: Cold Dark Place

A pochi, pochissimi mesi da “Emperor Of Sand”, tornano i Mastodon con l’EP “Cold Dark Place”. Quattro canzoni: “North Side Star”, “Blue Walsh”, “Toe To Toes” e la title track.

Canzoni diverse, dagli umori cangianti in pieno stile Mastodon. Le prime tre sono più “datate”, ma non per questo scontate o poco interessanti, provengono dalle sessione di “Once More ‘Round The Sun”, mentre l’ultima è figlia delle registrazione dell’ultima fatica della band.

Bella la partenza con “North Side Star”, canto notturno che gioca con un cantato emozionante e le chitarre a tessere trame complesse e melodiche che si infittiscono nel corso dello scorrere dei secondi. “Blue Walsh” è decisamente più lineare (ma non per questo scontata o prevedibile) con un ritornello che avvolge l’ascoltatore ed una grandissima prestazione di Brann Dailor dietro le pelli.

“Toe To Toes” è quella più folle delle carte in mano ai quattro delle Georgia: un turbine di “alti e bassi”, dove le chitarre si rincorrono filtrate e compresse. Prima dell’esplosione del chorus, dai fortissimi tratti rock ’90. Chiusura onirica con “Cold Dark Places”, che sembra uscire da una nebbia eterna, con le chitarre che crescono e che regalo sprazzi di sogno. Una canzone che non avrebbe sfigurato nell’ultimo album, che suona come una sorpresa bellissima ed inaspettata. Un sussurro che esce dal buio e che diventa gemma di pura melodia.

Una sorpresa (soprattutto per la tempistica d’uscita) ed una conferma.

Voto recensore
7
Etichetta: Reprise Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. North Side Star 02. Blue Walsh 03. Toe to Toes 04. Cold Dark Place
Sito Web: www.mastodonrocks.com

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per n-mila testate e prodigioso “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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