Woebegone Obscured – Recensione: Marrow Of Dreams

A ben sei anni di distanza dal buon debutto “Deathstination” tornano sugli scaffali i danesi Woebegone Obscured, inquietante combo funeral doom, oppure blackened death che dir si voglia. Il nuovo “Marrow Of Dreams”, a dispetto della luminosa copertina, è un concentrato della più pura disperazione e afflizione in musica, composto da cinque lunghissime tribolazioni sonore, che assieme sfiorano gli 80 minuti di durata.

“Questo disco è stato concepito con l’intenzione di creare un viaggio musicale nella mente di una persona che non ha mai avuto la sensazione di appartenere a questo mondo”, chiarisce il frontman Danny Woe, e tale aspirazione è senza dubbio raggiunta, a giudicare dalle epiche profondità di vuoto e sofferenza nel quale si inabissano le sparute, cadenzate note prodotte dalla band. Il suo midollo dei sogni (“Marrow Of Dreams”) è infatti prima di tutto un’amara presa di coscienza della propria insolubile alterità, una solitudine esistenziale che è il fulcro stesso di questo solipsistico sotto-genere estremo, avente come capisaldi calibri come diSEMBOWELMENT, Evoken e Thergothon.

Rafforzata dall’inserimento di due nuovi membri, dalle prestigiose fila di Glorior Belli e Horned Almighty, la band non ha alcun timore o esitazione, nel proporre queste monolitiche composizioni, guidate comunque da un costante fil rouge melodico, presente sia nel pachidermico riffing di chitarra, sia nelle vocals, che occasionalmente abbandonano il growl catacombale, tipico del genere, in favore di inaspettate quanto intense clean vocals.

L’evidente componente autobiografica del disco, che affiora nel ritmo quasi rituale dei brani, così come nel loro stesso comparto lirico, è un ulteriore amplificazione delle già impressionanti vette atmosferiche ed espressive raggiunte dalla band, soprattutto nelle prime tre canzoni, “Waters Of Mount Woe”, “Vacuum Ocean” e “Crystal Void”, altrettanti genuini capolavori dell’estetica funeral doom/black.

“Marrow Of Dreams” non raggiunge valutazioni ancor più elevate solo per il sensibile calo d’intensità percepibile nei due restanti brani, necessariamente meno ispirati e intensi dei precedenti, ma comunque del tutto coerenti e adatti al costante anti-climax prodotto, anzi, emanato dai Woebegone Obscured, band di nicchia, ma che saprà senza dubbio farsi apprezzare.

Voto recensore
7,5
Etichetta: I, Voidhanger Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Waters Of MountWoe (13:23)
02. Vacuum Ocean (16:01)
03. Crystal Void (16:58)
04. In Suffering Darkness Dwell (13:07)
05. Into The Mindcloud (19:43)


Sito Web: https://www.facebook.com/woebegoneobscured

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