Predatory Violence – Recensione: Marked For Death

Simpatica la proposta dei Predatory Violence, quartetto tedesco che con il loro secondo disco all’attivo “Marked For Death” non si sposta di un millimetro da quanto già aveva fatto nel debut album “Hate Nation” e nelle precedenti demo.
Non c’è spazio per suoni puliti e melodici; solo riff veloci, serrati e aggressivi, sulla scia di colleghi come Sodom ed Exodus, con una distorsione stile Demolition Hammer, il tutto accompagnato da una voce quanto mai sporca e ringhiante, sono le componenti di un thrash metal tanto azzeccato quanto banale e semplicistico.
La band, infatti, tranne forse in un brano (“All This Hate in Me”), non azzarda innovazioni o tecnicismi di alcun genere (talvolta sono chiaramente udibili diversi errori di esecuzione), ma si accontenta del minimo indispensabile per risultare quanto meno “ascoltabile” agli appassionati del genere.
Anche in passato la band non aveva saputo distinguersi per abilità e sonorità e, dispiace dirlo, ma anche questa volta si dimostra piuttosto piatta e ripetitiva. Confidiamo dunque che i thrasher più accaniti possano ancora una volta abbassare i propri standard e dare spazio a chi sembra non averne mai abbastanza dei soliti temi triti e ritriti.

Voto recensore
6
Etichetta: Killer Metal Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Predatory Violence
02. Marked For Death
03. Mercy Shot
04. Pillage And Plunder
05. Puppet On A String
06. Parental Love
07. All This Hate In Me
08. Always On The Prowl
09. Kickin’ Ass
10. Devotion


Sito Web: http://www.facebook.com/pages/Predatory-Violence/147138058688130

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