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Manilla Road – Recensione: Mystification

“Mystification” continua il periodo più florido dei giganti dell’epic metal di Wichita ed è il loro sesto album uscito negli USA per la Roaster Records ed in Europa con la Black Dragon che pensò bene di cambiare la traklist contribuendo a creare confusione.

Quasi ad anticipare il violentissimo “Out Of The Abyss” quest’opera vede in azione Randy “The Thrasher” Foxe (batteria) in alcuni fra i brani più veloci degli statunitensi (il thrash imperava e anche i nostri ne vengono in qualche modo influenzati). Parliamo ovviamente della schiacciasassi “Up From The Crypt”, il pezzo più distruttivo fino ad ora composto dai nostri; non dimentichiamo poi anche l’opener “Haunted Palace”, altro cavallo di battaglia dinamico ed in grado di stupire con un assolo di forte impatto del chitarrista/cantante Mark Shelton che va a nozze con la linea pulsante del basso dello storico bassista Scott Park. Altra perla di velocità ed energia è l’ottima speedy “Valley Of Unrest” in cui protagonista assoluti sono proprio batterista e bassista alle prese con una folle corsa/sfida che si protrae per i tre minuti e rotti del pezzo.

L’animo più epic e riflessivo dei nostri emerge con indubbio valore nell’etereo intro di “Spirits Of The Dead“ grazie alla chitarra acustica di Shelton ed alla sua ispirata vena espressiva al microfono; ben presto il pezzo si trasforma in una cavalcata trascinante che toglie il fiato sino alla sua ultima battuta.

Ammaliante e mistica arriva poi la melodica “Mystification” ed anche con questa traccia Shelton e soci sono in grado di dettar legge per l’ennesima volta.

“Masque Of The Red Death” risulta una cavalcata di incredibile spessore con un’accoppiata bridge/refrain da infarto che incanta ad ogni ascolto; sulla stessa linea stilistica abbiamo un altro cavallo di battaglia di questo album-capolavoro ossia “Children Of The Night”, brano arricchito da uno stacco melodico a metà percorso.

“Dragon Star” è il pezzo più riflessivo, ipnotico e profondo dell’opera, caratterizzato da un cantato sofferente ed ispirato.

Al contrario la conclusiva e corta “Death By The Hammer” vede il ritorno dei Manilla Road terremotanti di buona parte dell’opera con un Mark Shelton che sfoggia una delle sue prestazioni più aggressive di sempre al microfono.

Dal punto di vista compositivo ed esecutivo (nonostante i problemi di registrazione che tormentarono questa release) “Mystification” non presenta punti di deboli bensì nove canzoni/capolavoro che pongono questo lavoro all’apice qualitativo dei Manilla Road.

In quest’album i nostri suonano benissimo e Mark Shelton canta al meglio delle sue possibilità ma non basta ancora; qui troviamo alcuni dei testi più ispirati scritti dal bardo statunitense. Fonti d’ispirazione sono come sempre prima di tutto Edgar Allan Poe (vedi “Masque Of The Red Death”, “Haunted Palace”) e la coppia Howard/Lovecraft (“Children Of The Night”) ma anche la storia medievale e la mitologia vichinga con rispettivamente “Dragon Star” e “Death By The Hammer”.

Unico punto debole del disco è l’orrenda copertina; per tutto il resto siamo di fronte al meglio assoluto dell’epic metal, nonostante, ripetiamo, una produzione tutt’altro che perfetta.

Etichetta: Roadster Records

Anno: 1987

Tracklist: 01. Haunted Palace 02. Spirits Of The Dead 03. Valley Of Unrest 04. Mystification 05. Masque Of The Red Death 06. Up From The Crypt 07. Children Of The Night 08. Dragon Star 09. Death By The Hammer
Sito Web: http://www.manillaroad.net/

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