Mammoth Mammoth – Recensione: Mammoth Bloody Mammoth

Con l’ironia che li distingue (questa volta una simpatica citazione ai Black Sabbath), gli australiani Mammoth Mammoth tornano sul mercato discografico con “Mammoth Bloody Mammoth”, un Ep di quattro pezzi che a detta del vocalist Mikey Tucker, la band aveva da parte da un po’ di tempo senza che questi trovassero posto in uno degli album (fa eccezione “Alcohol”, che figurava come bonus track sull’ultima prova in studio).

Paladini di uno stoner rock sanguigno e goliardico, i Mammoth Mammoth tengono fede al loro status e ancora una volta offrono una serie di pezzi ficcanti ed energici dove a fare la differenza sono la voce catarrosa del nostro Mikey e la chitarra di Ben Couzens, “grassa” come si conviene e prodiga di begli assoli. I primi tre brani (a noi piace in modo particolare “Taste Your Blood”) sono veloci e un pizzico ruvidi, il refrain è gustoso e la melodia portante non fa prigionieri, costringendoci a saltare come grilli insieme ai nostri stoners pieni di alcol e ganja.

Fa eccezione soltanto la conclusiva “Dead Sea”, un brano lento, pieno di riverberi ed effetti sonori dove a dettare le regole sono le percussioni di Frank Trobbiani. Una sorta di macigno psichedelico insomma, che avanza rotolando minaccioso. Un Ep che non contiene sorprese per i fan del gruppo, ma di certo uno stuzzicante antipasto in attesa del successore di “Vol IV – Hammered Again”.

Mammoth-Mammoth-Mammoth-Bloody-Mammoth-cover

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Napalm Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Taste your Blood 02. Alcohol 03. Kick Out The Jams 04. Dead Sea
Sito Web: http://www.mammothmammoth.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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