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Make Them Suffer – Recensione: Worlds Apart

Continua il processo evolutivo dei Make Them Suffer, band australiana che, partita da sonorità Deathcore brutali e sinfoniche, giunge a questa terza prova sulla lunga distanza con un sound decisamente rinnovato. “Worlds Apart” – questo il titolo del disco pubblicato da Rise Records – segna, infatti, un’importante sterzata verso sonorità più smaccatamente Metalcore (vicine al Nu Metal di inizio anni 2000) che inglobano al proprio interno influenze gotiche. Le tastiere, le orchestrazioni e i cori femminili questa volta giocano un ruolo peculiare per conferire un mood più etereo e sognante a una prova che non mancherà di scontentare i fan di prima data ma che aprirà alla band di Perth scenari più mainstream.

Le sfuriate dell’esordio – “Neverbloom” – lasciano spazio a canzone dal ritmo sostenuto e dal grande impatto. Il tutto è accompagnato dalla voce e dalle tastiere di Booka Nile, a creare una dicotomia vincente con l’ugola graffiata di Sean Harmanis e a smorzare la costruzione tensiva di breakdown incisivi. In tal senso l’opener “The First Movement” e la successiva “Uncharted” sono esemplificative di una riuscita alternanza chiaroscurale degli umori della band, in cui la durezza delle chitarre e della sezione ritmica si unisce alla dolcezza delle tastiere del cantato della Nile.

Grinding Teeth” conferma questa avvincente ricetta che con “Vortex” lascia trasparire un rifframa più serrato e dal mood oscuro e decadente. Brani brevi, concisi che in pochi minuti riescono a contenere un enorme spettro emozionale in grado di conquistare l’ascoltatore. “Worlds Apart” prosegue piacevole la sua corsa alternando canzoni inserite nel solco fin qui tracciato – l’ipnotica “Fireworks” o la più articolata “Power Overwhelming” – a episodi sperimentali come “Contact”, traccia strumentale di matrice Electro-ambient.

Il trittico finale si apre con l’aggressiva “Midnight Run”, l’episodio più diretto del disco; l’oscura “Dead Plains” e la conclusiva “Save Yourself”, una power ballad tra gli highlights del disco, in cui la suadente voce e le evocative tastiere di Booka Nile concorrono a creare un brano decadente, travagliato e ricco di pathos.

La strada percorsa dai Make Them Suffer è sicuramente interessante sebbene vada a intasare un genere già inflazionato. L’originalità della proposta e le indubbie doti in fase di composizione, unite all’indovinato reclutamento della Nile, rendono “Worlds Apart” un disco di buon valore che lascia già intendere il percorso dei Nostri. Tocca alla band ora saper sfruttare quest’occasione e puntare forte su un mix riuscito e interessante.

Make Them Suffer Worlds Apart Cover Album 2017

Voto recensore
7
Etichetta: Rise Record

Anno: 2017

Tracklist: 01. First Movement 02. Uncharted 03. Grinding Teeth 04. Vortex 05. Fireworks 06. Contact 07. Power Overwhelming 08. Midnight Run 09. Dead Plains 10. Save Yourself
Sito Web: https://www.facebook.com/makethemsufferau/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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