Magnus Karlsson’s Free Fall – Recensione: Kingdom Of Rock

Magnus Karlsson si potrebbe definire come l’eminenza grigia dietro a molti dei dischi di successo pubblicati da Frontiers negli ultimi anni. Cosa hanno infatti in comune il progetto Allen/Lande, il duo Kiske/Sommerville, gli Starbreaker e i The Codex se non il fatto di aver goduto dei servigi in fase di composizione, produzione e arrangiamento di un professionista inappuntabile come il nostro? E anche se al monicker Free Fall il maestro ha voluto aggiungere direttamente il proprio nome, lo stile compositivo è quanto di più classico e rassicurante si possa immaginare nel panorama. Se avete amato i progetto a cui si è legato nel corso degli anni è quindi impossibile non affezionarsi anche a queste nuove undici song.

Kingdom Of Rock” (la title track) è da subito un quasi auto tributo, capace di evocare attraverso la sempre splendida voce di Jorn Lande l’ombra delle precedenti collaborazioni tra i due. Ma anche quando a far capolino sono importanti nuove partnership come quella con Tony Martin per la epica “When The Sky Falls”, o Joe Lynn Turner nella ariosa “No Control”, nulla di ciò che si ascolta può in qualche modo definirsi sorprendete. Magnus, anche se dotato di una bella voce, come dimostrano le due tracce in cui si prende cura anche delle linee vocali, ha voluto evidentemente mantenere anche qui l’idea di scrivere canzoni che si adattano perfettamente allo stile vocale del singer che lo affianca. Con il risultato quasi ovvio di ricreare un ambiente musicale che suona familiare anche a chi, andando ad ascoltare il disco per la prima volta, riconosce facilmente la voce del protagonista e il suo taglio stilistico.

Un punto di forza che in alcune song è da applausi, come ad esempio la bellissima “Another Life”, in cui Rick Altzi fa a di poco un figurone, o la citata “When The Sky Falls”, che riporta alla mente il miglior Tony Martin era Black Sabbath.

Da un lato ciò rende un lavoro come “Kingdom Of Rock” una vera bomba, interpretato magistralmente e ricco di canzoni che prese singolarmente sono tutte a loro modo perfette. Ciò che invece non appassiona, se prendete l’intero progetto, è che quasi la personalità dell’artista che ha il nome in copertina viene sovrastata da chi gli sta a fianco. Diciamo quasi perché in realtà la bravura di Karlsson è (da sempre, verrebbe da dire) quella di mettersi sullo sfondo e imprimere una propria tipologia di suono, capace di dare un fondo di omogeneità a canzoni che al contrario potrebbero apparire del tutto slegate.

Tolto quello che ci viene da definire “effetto compilation” un disco come questo, una volta piazzato nello stereo, diventa veramente difficile da togliere. Quindi in certi casi non possiamo che ringraziare i migliori cliché della musica hard & heavy per la loro capacità, a distanza di così tanti anni, di riuscire a regalare ancora emozioni. Almeno se abilmente manipolati da artisti e professionisti di questo calibro.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Kingdom Of Rock (feat. Jorn Lande)
02. Out Of The Dark (feat. Jakob Samuel)
03. No Control (feat. Joe Lynn Turner)
04. When The Sky Falls (feat. Tony Martin)
05. Angel Of The Night (feat. David Readman)
06. I Am Coming For You
07. Another Life (feat. Rick Altzi)
08. Never Look Away (feat. Tony Harnell)
09. A Heart So Cold (feat. Harry Hess)
10. The Right Moment (feat. Rebecca De La Motte)
11. Walk This Road Alone


Sito Web: https://www.facebook.com/magnus.karlsson.50746?fref=ts

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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